Covid, Zaia: «Comprendo le proteste, spero che i ristori siano rapidi»

Il presidente del Veneto ha espresso la propria vicinanza anche alle categorie economiche stremate dal coronavirus: «L'importante è che la protesta non si trasformi in contagio»

 

Da Marghera, dove ha sede la protezione civile regionale, il presidente del Veneto Luca Zaia ha tenuto anche oggi, 13 gennaio, il suo quotidiano momento di informazione sulla situazione legata al Covid-19. Insieme a Zaia, il direttore generale della sanità regionale Luciano Flor.

All'inizio dell'incontro, il presidente ha letto i dati del bollettino regionale aggiornato alle 8 di questa mattina, aggiungendo qualche numero in più. Ad esempio, incrociando il numero dei tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore con il numero dei nuovi positivi trovati, si ricava una percentuale di incidenza del virus che è bassa perché è del 3,48%.
Nel leggere i dati sui ricoveri dei pazienti Covid, Zaia ha detto: «Siamo al 13esimo giorno consecutivo di calo, ma chiedo comunque ai cittadini di non abbassare la guardia perché la tendenza si può invertire rapidamente».
E sui vaccini, continua la somministrazione. Attualmente sono stati vaccinati quasi 82mila veneti. «Ormai siamo già nella fase dei primi richiami e ormai sono arrivati anche i vaccini di Moderna, i quali saranno distribuiti alle regioni in base alla presenza di popolazione over 80».

Dopo il bollettino, Zaia ha ringraziato anche oggi i lavoratori della sanità, ma ha rivolto il suo pensiero anche agli imprenditori che, anche nel Veronese, protestano perché i ristori arrivano in ritardo e perché le restrizioni impediscono a molti di loro di lavorare. «Io non sono scandalizzato dalle proteste delle attività produttive - ha detto il presidente Zaia - È fondamentale dare i soldi a questi operatori, che chiedono semplicemente di tenere in vita le loro aziende e di avere soldi per mangiare, per pagare i propri lavoratori e per ripartire. A loro chiedo solamente che protestino rispettando le regole della sanità e quindi che facciano in modo che la protesta non si trasformi in contagio».

Il dottor Flor ha concluso l'incontro di oggi con un aggiornamento sulla situazione sanitaria in Veneto. «Al momento abbiamo attivi 700 posti letto di terapia intensiva e questa mattina ce n'erano 91 liberi, mentre quelli occupati da pazienti positivi al coronavirus erano 334. Ed il calo in questi giorni di gennaio è dovuto ad un minor ingresso di nuovi pazienti in terapia intensiva, come registriamo anche un minor numero di ricoveri ospedalieri di pazienti Covid. Con questi numeri si può anche decidere di riattivare qualche attività attualmente sospesa, ma almeno fino a venerdì non cambieremo nulla. In più, continuiamo ad assistere 2.250 positivi sintomatici a domicilio. E sul vaccino abbiamo cominciato ad accantonare le dosi per i richiami che partiranno lunedì».

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