Covid, Zaia: «Nel Veronese la situazione ospedaliera più difficile»

Il presidente del Veneto ha però aggiunto: «Rispetto alla prima ondata, abbiamo un vantaggio: la degenza media dei pazienti Covid è più bassa»

 

«Abbiamo 7.952 pazienti non-Covid negli ospedali del Veneto e quasi 1.800 pazienti Covid, quindi i ricoveri in ospedale pesano e stiamo aprendo reparti in continuazione, anche se rispetto alla prima ondata i pazienti Covid hanno una degenza media inferiore. La provincia con più problemi al momento è quella di Verona, dove continua la trasformazione di reparti non-Covid in reparti Covid». Parole del presidente del Veneto Luca Zaia, pronunciate durante l'aggiornamento quotidiano sull'emergenza coronavirus.

Commentando i dati del bollettino di questa mattina, Zaia si è soffermato su quelli dei ricoveri, facendo un confronto con quelli di marzo. «Lo scenario attuale dei ricoverati per coronavirus negli ospedali veneti è simile a quello del 30 marzo scorso - ha spiegato - Ma se prendiamo in considerazione solo i pazienti Covid in terapia intensiva lo scenario è quello del 19 marzo, quindi ancora lontano dal picco raggiunto il 29 marzo».

Il presidente del Veneto ha poi assicurato massima attenzione al tema dei vaccini. «Quando arriveranno dovrebbero essere mantenuti a -80 gradi e noi siamo pronti a garantire questo mantenimento. L'importante è che il vaccino arrivi, poi noi lo distribuiremo in modo molto rapido».

Infine, Zaia ha confermato che ha pronta un'ordinanza che introdurrà alcune limitazioni per contrastare gli assembramenti. Oggi, il presidente veneto si confronterà un'ultima volta con i presidenti delle Regioni confinanti per le ultime limature e poi domani ci dovrebbe essere la presentazione.

Potrebbe Interessarti

Torna su
VeronaSera è in caricamento