Zaia: «L'indice di contagio scende ancora. Pressione sugli ospedali di Verona»

Sulla situazione scaligera, il presidente regionale ha detto: « È la provincia che ha trovato più positivi, ma tutto deve essere rapportato al numero di tamponi fatti»

 

Il presidente della Regione Luca Zaia ha tenuto oggi, 11 dicembre, un nuovo aggiornamento sull'emergenza Covid-19 in Veneto, sempre dalla sede della protezione civile regionale, a Marghera. Insieme al presidente erano presenti l'assessore alla sanità Manuela Lanzarin, l'assessore alla protezione civile Gianpaolo Bottacin e la responsabile della prevenzione sanitaria regionale Francesca Russo.

E riguarda proprio la dottoressa Russo la prima novità annunciata da Zaia dopo la lettura del bollettino delle 8 di questa mattina. Francesca Russo ha infatti inviato al Ministero della salute per chiedere una valutazione dell'andamento della pandemia nelle varie regioni che sia standardizzato. Infatti, due giorni fa, la stessa dottoressa Russo aveva spiegato che le regioni avevano adottato strategie diverse e strumenti diversi per affrontare l'emergenza. Ciò renderebbe impossibile un confronto perché, ad esempio, il Veneto esegue tantissimi test con i tamponi rapidi; una scelta che altri territori non hanno fatto. Ma quando si va a calcolare la percentuale dei positivi scoperti in base al numero dei tamponi svolti, questa percentuale è diversa se si contano solo i tamponi molecolari o se si contano anche i tamponi rapidi. «Le valutazioni devono essere fatte sulla base di dati omogenei», ha chiesto Zaia.

Dopo la notizia della lettera della dottoressa Russo, il presidente regionale ha fornito anche dei dati ed il primo è il cosiddetto Rt, l'indice di contagio. «Si è abbassato ancora», ha detto Zaia. Francesca Russo ha poi spiegato che l'indice di contagio è sceso sotto 1 (0,91), il che significa che il virus non è più in fase espansiva. Questo indice, però, viene aggregato ad altre componenti e quindi probabilmente il risultato finale sarà di 1,01. Un dato comunque inferiore a quello della settimana scorsa e che dovrebbe garantire al Veneto anche per la prossima settimana la permanenza nella zona gialla.
Altro dato fornito da Zaia è un grafico che mostra la curva dei ricoveri. «Siamo nella fase apicale della curva - ha spiegato il presidente regionale - Solo che non sappiamo quanto durerà questa fase di stabilità. Quindi la nostra preoccupazione resta alta, ma speriamo che questi timidi segnali positivi che riguardano le ospedalizzazioni si consolidino e diventino una tendenza».

Il presidente Zaia ha, infine, aggiunto un particolare sul coronavirus in Veneto: «Si è formato un bacino unico che parte dal Trentino Alto Adige, passa per il Veneto e arriva in Friuli, toccando anche Austria e Slovenia, nel quale pare che il virus abbia avuto una diffusione più graduale rispetto ad altre zone e pare che sia più graduale anche la curva discendente».

E tra le domande che i giornalisti hanno rivolto al presidente, una in particolare ha riguardato la situazione veronese. «Verona ha una grande pressione sulle terapie intensive e sull'ospedalizzazione - ha risposto Zaia - È la provincia che ha trovato più positivi, ma tutto deve essere rapportato al numero di tamponi fatti».

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