Coronavirus, Zaia: «Stiamo abbozzando ordinanza anti-assembramenti»

«Meglio uno spritz in meno del lockdown», ha dichiarato il presidente del Veneto, che ha confermato che il sistema ospedaliero sta tenendo ma cresce la pressione dei pazienti Covid

 

Anche oggi, 10 novembre, il presidente del Veneto Luca Zaia ha aggiornato i cittadini sull'emergenza coronavirus. E lo ha fatto attraverso la lettura dei dati del bollettino di questa mattina e con altre comunicazioni.

La prima di queste comunicazioni riguarda l'aumento dei ricoveri per Covid-19 nelle strutture ospedaliere. «La nostra principale preoccupazione non è per gli ospedali perché siamo in grado di curare i cittadini ammalati - ha dichiarato Zaia - Ma a macchia d'olio stiamo espandendo la nostra capacità di ricovero e stiamo valutando l'apertura di ospedali dismessi per trasferirci quei pazienti ormai quasi del tutto guariti».

Zaia ha inoltre riferito di aver ricevuto una telefonata dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il quale ha chiesto ragguagli sull'andamento della pandemia in Veneto. «Ho spiegato a Mattarella che la nostra vera preoccuazione sono i comportamenti di pochi cittadini che rischiano di rovinare il lavoro di molti - ha detto il presidente del Veneto - Lo slogan per tutti potrebbe essere: "Uno spritz in meno per evitare il lockdown"».
Dunque i principali obiettivi per Zaia al momento sono quelli di tenere in piedi il sistema sanitario e di contrastare gli assembramenti. E proprio contro gli assembramenti, il presidente veneto ha in mente un'ordinanza con misure che lo stesso Zaia potrebbe rendere armoniche con i provvedimenti che potrebbero prendere i presidenti delle regioni confinanti.

Infine, Luca Zaia ha annunciato l'approvazione in giunta regionale del nuovo protocollo per le cure domiciliari dei positivi al Covid-19. «Le novità saranno la consegna dei saturimetri e l'ossigeno terapia a domicilio», ha dichiarato Zaia, spiegando che in questo modo molti pazienti potranno essere accompagnati verso la guarigione senza che questi si presentino in ospedale o al pronto soccorso.

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