Zaia: «Le positività dei vacanzieri pesano sui dati complessivi»

Il presidente della Regione ha annunciato il rafforzamento dei punti di accesso rapido per testare chi arriva in Veneto dall'estero

 

«Il tema vacanzieri è un tema che pesa». Lo ha dichiarato oggi, 20 agosto, il presidente Luca Zaia nel periodico aggiornamento sull'emergenza coronavirus in Veneto. Lo ha dichiarato dopo aver letto pubblicamente i dati del bollettino di questa mattina, in cui si segnalano nuovi casi di positività al test al tampone nel territorio. «In un giorno solo a Treviso - è stato l'esempio di Zaia - abbiamo avuto 35 positivi tra i turisti provenienti dalla Croazia».
Anche questo argomento è stato al centro di una lunga riunione avuta questa mattina dal presidente Zaia. Una riunione in cui il presidente regionale ha chiesto un rafforzamento dei punti di accesso rapido. «Ricordo che tutte le Ulss hanno dei punti a cui i vacanzieri e chi ha necessità si possono rivolgere per sottoporsi al test tampone - ha detto Zaia - Sono aperti dalle 7 alle 13, tutti i giorni. In più, ho in mente un provvedimento per fare test anche a cittadini che provengono dalle zone di Agde, nella Francia meridionale, perché anche lì c'è un grande focolaio. Lancio dunque un appello a chi magari è andato in vacanza in quella zona, chiedendo che si rechi nei punti di accesso rapido. Quindi a Spagna, Croazia, Malta e Grecia, aggiungiamo anche la Francia meridionale.

Il presidente regionale ha anche comunicato di aver parlato con il ministro della salute Roberto Speranza e con ii presidenti regionale e nazionale della Fimmg (Federazione italiana dei medici di medicina generale) per esternare la preoccupazione sulla riapertura delle scuole. «Vogliamo, in accordo con il Governo, testare tutto il personale delle scuole - ha detto Zaia - Il Governo ci ha detto di aver trovato un accordo con i medici di base, ma noi sappiamo che qualcuno che sembra non si renda disponibile. E quindi spero che tutti collaborino per eseguire i test del sangue ai propri pazienti che lavorano a scuola. Chiedo un ulteriore sforzo perché abbiamo la necessità di dare una risposta ai circa 95mila dipendenti scolastici del Veneto che è giusto che siano testati prima dell'inizio del nuovo anno scolastico».

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