Covid, nuova ordinanza di Zaia: «Niente passeggiate in località turistiche»

Il presidente del Veneto ha annunciato il nuovo provvedimento: «Non è un atto di coercizione, ma mette in fila i comportamenti utili in questa battaglia»

 

Luca Zaia ha firmato oggi, 12 novembre, l'annunciata ordinanza contro gli assembramenti. E, nel presentarla, l'ha introdotta rivolgendo un pensiero a tutti i lavoratori della sanità. «È inutile chiamarli eroi, se poi ci ammassiamo, non portiamo la mascherina o la portiamo male - ha detto il presidente del Veneto - Il coronavirus non è un problema che si risolve solo in ospedale e senza la collaborazione di tutti i cittadini noi non ne veniamo fuori. E non servirebbe un'ordinanza, se tutti i cittadini rispettassero le regole. Noi dobbiamo dare una mano a chi lavora in ospedale. E se non rispettiamo queste regole ora, arriveranno limitazioni peggiori poi».

L'ORDINANZA

Il provvedimento entrerà in vigore dalla mezzanotte di domani e sarà valido fino al 3 dicembre, inoltre ha anche l'intesa del ministro della salute Roberto Speranza.
L'ordinanza si apre con misure di carattere generale sull'uso della mascherina, che è sempre obbligatoria quando si esce di casa ed anche in casa quando si ospitano non conviventi. Niente mascherina per i bambini fino a 6, per malati con patologie incompatibili con l'uso di mascherine e durante un'attività fisica intensa.
Il punto più importante e forse anche quello più ambiguo è quello che riguarda gli spostamenti. «È consentito svolgere attività sportiva, motoria e passeggiate all'aperto in parchi pubblici, aree verdi, rurali e periferiche e in ogni caso al di fuori di strade e piazze del centro storico delle città, di località turistiche (mare, montagna, laghi) e di aree solitamente affollate», ha detto Zaia, specificando che bisogna comunque mantenere il distanziamento fisico.
Nell'ordinanza si ricorda che nei negozi può entrare solo un membro per nucleo famigliare e che i mercati all'aperto si possono svolgere solo se i Comuni hanno adottato piani che permettano di rispettare alcune prescrizioni. Il provvedimento, però, introduce anche una raccomandazione e cioè lasciare le prime due ore di apertura dei negozi ad una clientela di over 65.
Un'altra limitazione scritta in ordinanza riguarda bar e ristoranti che dovranno servire i propri clienti solo al tavolo dalle 15 alle 18, cioè fino ad orario di chiusura. Perché le limitazioni del dpcm, compreso il coprifuoco, restano sempre valide.
Inoltre, nei prefestivi sono chiuse le grandi e medie strutture di vendita, come outlet e parchi commerciali, mentre nei giorni festivi possono rimanere aperti solo i negozi di alimentari, le farmacie, le parafarmacie, le tabaccherie e le edicole.
C'è, infine, un punto che regolamenta l'accesso agli impianti sportivi da parte delle squadre ospiti e dello staff al seguito. Per loro l'accesso sarà consentito solo se sono risultati negativi ad un tampone eseguito al massimo nelle 72 ore precedenti.

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