Covid, il Veneto approva il protocollo per fare i tamponi in farmacia

Lo ha annunciato l'assessore regionale alla sanità Manuela Lanzarin, dopo l'approvazione del documento da parte della giunta

 

Il presidente del Veneto Luca Zaia ha dovuto saltare l'appuntamento di oggi, 29 dicembre, con le comunicazioni sull'emergenza coronavirus a causa del terremoto verificatosi in Croazia. Al suo posto, l'assessore alle sanità Manuela Lanzarin, insieme al direttore della sanità veneta Luciano Flor e all'assessore alla protezione civile Gianpaolo Bottacin.

Dopo la lettura del bollettino delle 8 di questa mattina, l'assessore Lanzarin ha annunciato l'approvazione da parte della giunta regionale del protocollo per permettere alle farmacie che lo vogliono di eseguire i tamponi ai cittadini senza prescrizione medica. Un servizio che si affianca a quello che già svolgono in tutta la regione i medici di medicina generale ed i pediatri di libera scelta. «Solo le farmacie che aderiscono al protocollo potranno eseguire i test e l'adesione è volontaria - ha spiegato l'assessore regionale - Le persone potranno andare nelle farmacie che aderiscono per effettuare il tampone rapido senza prescrizione medica, quindi senza ricetta. Le farmacie devono garantire degli ambienti consoni ed il personale sanitario adatto ad eseguire il test. L'esito del tampone, sia esso positivo o negativo, deve essere poi comunicato alla Regione attraverso l'apposito portale. Il prezzo del test è stato concordato ed è di 26 euro».
Manuela Lanzarin ha poi spiegato che per il maltempo è stata ritardata di un giorno la consegna della prima tranche dei vaccini anti-Covid per il Veneto.

Sull'andamento della pandemia è intervenuto il dottor Flor, dicendo: «Il numero dei ricoverati per Covid-19 continua ad essere stabile, ma siamo pronti ad aumentare ancora il numero di posti letto disponibili. Stiamo facendo un grande sforzo per mantenere attive anche le altre forme di cura e terapia e, per alcune specialità, continuiamo ad essere un punto di riferimento per pazienti che vengono da fuori regione. Ed anche se dovessero aumentare il numero dei pazienti Covid, ci saranno dei settori che saranno comunque salvaguardati».
E sui timori per gli ospedali veronesi, da cui sono partiti dei pazienti positivi al coronavirus per essere trasferiti in strutture di altre province, Flor ha spiegato che i trasferimenti da una provincia all'altra sono possibili, dato che la gestione della sanità è regionale. A nessuno, comunque, viene negata la cura. «E domani dovrebbero aprire dei nuovi posti letto di terapia intensiva in provincia di Verona - ha aggiunto Flor - Ma questa mattina, in tutta la regione, c'erano 50 posti letto di rianimazione liberi».

L'assessore Bottacin ha invece fornito un aggiornamento sul terremoto croato. La scossa che si è sentita questa mattina anche in Veneto ha un'intensità simile a quella del 2009 de L'Aquila. Ed è stata anticipata da almeno altre tre scosse meno intense, ma comunque forti, che hanno interessato ieri la zona a Sud di Zagabria, la capitale della Croazia. Al momento, ha riferito Bottacin, non si registrano danni nel territorio veneto e neanche in quello friulano. La protezione civile del Veneto ha comunque dato la propria disponibilità ad intervenire con una colonna mobile e attende solo il via libera da parte del dipartimento nazionale. Intanto, è già pronta a recarsi sul posto una colonna mobile del vigili del fuoco del Veneto, i quali hanno richiesto il supporto di almeno due unità specializzate nell'estrazione dei cittadini dalle macerie.

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