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Zaia crea unità di crisi per l'Ucraina. «E sul Covid si va verso stabilizzazione dei ricoveri»

Il presidente della Regione ha aggiornato sull'emergenza coronavirus e ha preso i primi provvedimenti per fronteggiare le conseguenze della guerra, in particolare l'accoglienza dei profughi

Dalla sede della protezione civile del Veneto a Marghera, dei nuovi aggiornamenti sul coronavirus in regione e sull'emergenza generata dalla guerra in Ucraina sono stati comunicati questa mattina, 7 marzo, dal presidente Luca Zaia.

Le prime informazioni fornite da Zaia hanno riguardato il Covid. «I positivi al virus scoperti in Veneto nelle ultime 24 ore sono stati 1.567 - ha illustrato il presidente della Regione - I tamponi fatti sono stati 15.575 e quindi l'incidenza dei tamponi positivi sul totale dell'ultima giornata è stata del 10%. I ricoverati totali per Covid negli ospedali regionali sono 989. In area non critica sono 907 ed in terapia intensiva sono 82. I ricoverati non Covid in terapia intensiva sono 311. Per quel che riguarda i vaccini anti-Covid, i veneti vaccinati sono l'89,4%. Infine, l'indice di contagio (Rt) è 0,8; il tasso di occupazione delle terapie intensive è del 3,7%; il tasso di occupazione dell'area medica è dell'8,2% e l'incidenza settimanale è di 495 casi ogni 100mila abitanti».
E il commento di Zaia a questi dati è stato: «Abbiamo ancora un migliaio di pazienti per Covid negli ospedali. Vuol dire che il virus c'è ancora, anche se c'inquieta meno. Bisogna quindi fare sempre attenzione. I ricoverati nelle terapie intensive stanno calando e sono sempre di più i pazienti che entrano in terapia intensiva per altri motivi e facendo il tampone si scopre che sono positivi al virus. Ho l'impressione che nel breve periodo non ci sarà una remissione totale dell'infezione e prima o poi arriveremo ad un numero di pazienti Covid che considereremo fisiologici. Le curve dei ricoveri in tutti gli ospedali del Veneto sono in una fase di stabilità, anche se spero che la quantità fisiologica dei pazienti Covid sia inferiore a questo migliaio di persone».

Sul conflitto in Ucraina, Zaia ha rinnovato il suo invito a ritrovare la pace ed ha comunicato i primi provvedimenti presi in virtù del suo ruolo di commissario per l'emergenza Ucraina in Veneto. Il presidente della Regione ha formato un'unità di crisi e questa mattina l'ha riunita per la prima volta. Al momento, sul territorio regionale, il principale problema legato alla guerra è l'accoglienza dei profughi ucraini. «Non appena i profughi si presentano sul nostro territorio noi procediamo con la verifica del loro stato di salute - ha spiegato Zaia - Eseguiamo un tampone per scoprire se sono positivi al coronavirus e garantiamo loro la possibilità di vaccinarsi. Inoltre, hanno una deroga per cinque giorni al Super Green Pass, in modo tale che possano raggiungere i loro parenti oppure un alloggio. Al momento, i profughi ucraini presenti in Veneto sono circa un migliaio, ma si prevede che in tutta Italia possano arrivarne un milione. E quindi ringrazio tutti i veneti che hanno dichiarato la loro disponibilità all'accoglienza e quelli che hanno fatto una donazione al conto corrente che abbiamo aperto per questa tragedia. Donazioni che hanno superato i 143mila euro. Le tipologie di profughi in arrivo sono variegate, ad esempio, è in arrivo un pullman di 40 persone fra cui 15 disabili e non sappiamo il loro grado di disabilità. Questi disabili dovrebbero essere inseriti in una struttura di Noale. Abbiamo anche Villa Rietti Rota a Motta di Livenza che potrebbe diventare una struttura di accoglienza. E stiamo pensando anche di creare un hub, ovvero un centro in cui fornire una prima accoglienza e le informazioni utili agli ucraini che arriveranno da noi».

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