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Chievo, eredità raccolta dalla Clivense. Pellissier: «Giornata straordinaria»

I marchi e il nome del fallito club gialloblù sono stati assegnati con un'asta alla società fondata da uno dei suoi uomini-simbolo. «Restituiamo a quella che a me piace chiamare famiglia un patrimonio che è di tutti»

Quella di ieri, 10 maggio, è stata una giornata storica per il Chievo Verona. L'eredità del club calcistico fallito nel 2022, ovvero i suoi marchi e il suo nome, è stata assegnata a dei nuovi proprietari. Proprietari che da anni non stavano sognando altro.

Ieri si è davvero avverato un sogno per Sergio Pellissier ed Enzo Zanin, rispettivamente presidente e vicepresidente del progetto calcistico Clivense. Un progetto nato nel 2021 proprio per far rinascere quel Chievo Verona cancellato dal calcio professionistico ancor prima di fallire.
Pellissier, già bandiera del Chievo Verona e primatista di presenze in Serie A con 112 goal, insieme a Zanin, ex portiere gialloblù ha riconsegnato il marchio A.C. Chievo Verona nelle mani e nei cuori di quanti lo hanno amato e hanno lottato in questi anni per dare vita ad un progetto nuovo e sano, quella Clivense che già conta 800 soci.

Pellissier e Zanin ce l'hanno dunque fatta. Hanno mantenuto la promessa che era tra gli obiettivi del piano industriale 2021-2029 della Clivense, forti del supporto di tutti i soci e degli sponsor che in queste settimane hanno fatto quadrato intorno alla società e l’hanno supportata nella condivisione di questo obiettivo.

L'assegnazione dei marchi e del nome del Chievo Verona è avvenuta ieri attraverso un'asta organizzata dai curatori fallimentari. Quella di Pellissier e Zanin è stata a lungo l'unica offerta presentata. Ma ieri mattina, prima della scadenza fissata per le 12, una seconda busta è stata presentata. L'asta si è chiusa alle 15.20 con esito positivo per la Clivense che, pertanto, si è aggiudicata tutti i marchi appresi all’attivo del fallimento dell’A.C. Chievo Verona, costituiti da: marchio italiano n. 751606 "Chievo"; marchio italiano figurativo Chievo Verona n. 751607; marchio dell’Unione Europea Chievo Verona n. 2649994; e marchio dell’Unione Europea Chievo Verona n. 005897897.

Vi sono ora 90 giorni per chiudere tutto l’iter con il saldo della quota.

Zanin e Pellissier firma

«In questi tre anni, da quel 13 agosto 2021 quando fondammo la Clivense, società che oggi milita in serie D, il nostro impegno è stato quello di ripartire e fondare un nuovo progetto con un gruppo di persone coeso, per bene, che quella favola del Chievo l’avevano vissuta e alla quale avevano dato una parte importante della loro vita - ha commentato Pellissier - Ora, restituiamo a quelle persone, ai tifosi e a tutti i soci quel marchio. Il nome non fa il progetto, che c’è e si evolve, ma restituisce a quella che a me piace chiamare famiglia un patrimonio che è di tutti. Quale sarà il nome che sceglieremo da ora in avanti, quali i colori, quali gli scenari futuri: tutto sarà deciso in condivisione con i nostri soci. L’ho sempre detto: questa non è la società di Pellissier o Zanin, è la società di tutti i soci Clivense. A loro, agli sponsor, a tutti i nostri tifosi va il nostro grazie. E in accordo con loro prenderemo le prossime decisioni».

Ed Enzo Zanin ha aggiunto: «La Clivense è dei cuori che battono per lei sia nella gioia della vittoria, sia nella pena della sconfitta. E oggi è la gioia della vittoria. L’acquisto dei marchi Chievo Verona è un obiettivo che abbiamo perseguito nella massima trasparenza con i soci, con i tifosi, con i nostri sponsor sostenitori. Con trasparenza, serietà e attenzione alla piena sostenibilità dell’operazione: questi i fari che guidano Clivense dalla sua fondazione, cui aggiungiamo lealtà sportiva ed etica del lavoro. Si aprono ora nuovi scenari, ma il progetto prosegue seguendo gli obiettivi posti dal piano industriale di Clivense: incrementare il numero delle squadre del settore giovanile, lavorare al rilascio della nuova aoo per un coinvolgimento diretto e partecipato di soci e tifosi; con l’attenzione alla struttura e centro sportivo».

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