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Farmaci generici fanno risparmiare: il Veneto al 5o posto per vendita di confezioni

In convegno svoltosi a Verona sono stati diffusi i dati dell'acquisto di farmaci equivalenti in Veneto e in Italia. Nel 2014, l'utilizzo di generici è cresciuto del 5,4%

Secondo i dati dell’ultimo Rapporto “Noi Italia” il 19,4 % della popolazione in Veneto è affetta da almeno due malattie croniche, il 38,9% ne ha almeno una e la quota di over 65 è passata dal 18,3% del 2002 al 20,9% del 2015. La spesa sanitaria corrente della regione è passata da 6miliardi e 277milioni del 2002 agli oltre 8 miliardi e 726 milioni di euro nel 2013 (dati Ragioneria Generale dello Stato) e nei primi 6 mesi del 2015, i veneti hanno speso ben 31,8 milioni di euro per coprire la differenza tra il farmaco generico e quello di marca, (dati Assogenerici) una spesa sostenuta sebbene i farmaci equivalenti diano le stesse garanzie di quelli di marca in termini di sicurezza ed efficacia.

In questo scenario in che modo la sanità regionale può garantire ai cittadini le cure più appropriate tenendo presente la necessità di ottimizzare i costi? Quali misure adottare per favorire l’appropriatezza prescrittiva e l’aderenza del paziente alla terapia per ottimizzare la spesa sanitaria e conseguire un risparmio? Quale il ruolo dei farmaci equivalenti in questa sfida e come si colloca la Regione Veneto rispetto a questa tipologia di farmaci? A questa e a molte altre domande ha risposto il convegno “I farmaci equivalenti tra tutela della salute pubblica e razionalizzazione della spesa sanitaria in Veneto", organizzato il 21 ottobre a Verona da Mylan, una delle più importanti aziende produttrici di farmaci equivalenti e specialistici, e promosso dal magazine specialistico AboutPharma, con il patrocinio di AssoGenerici.

I lavori del convegno ai quali hanno partecipato esperti regionali e nazionali tra medici, farmacisti, farmacoeconomisti, istituzioni locali, associazioni di pazienti e consumatori, hanno messo in evidenza l’importanza del farmaco equivalente per coniugare appropriatezza delle cure e sostenibilità della spesa, soprattutto in relazione alle fasce più deboli della popolazione, ad esempio gli anziani interessati da più di una patologia cronica e con ridotte capacità di spesa.

La Regione Veneto è una regione nella quale l’utilizzo dei farmaci equivalenti è ad un livello soddisfacente rispetto al resto d’Italia. Infatti confrontando le diverse regioni italiane riguardo al consumo di farmaci equivalenti sul totale dei farmaci dispensati durante il 2014, la regione Veneto è al 5° posto in termini di confezioni dispensate (30,5,%), e al 9° posto in termini di spesa (19,5%), al di sopra della media Italiana (pari al 24,7% confezioni dispensate e al 16,5% spesa, dati Assogenerici). Inoltre secondo Assogenerici l'utilizzo di farmaci equivalenti è cresciuto del 5,4%, e si è assistito ad un calo della spesa farmaceutica totale del 3,6% (Centro Studi Assogenerici su dati Ims Health). Nei primi nove mesi del 2014 in Italia la spesa farmaceutica nazionale totale (pubblica e privata) è stata pari a 19,9 miliardi di euro di cui il 75,6% è stato rimborsato dal SSN (Rapporto Osmed Gen-Set 2014).

“L’incontro realizzato a Verona si è rivelato prezioso per mettere intorno al tavolo esperti nazionali e locali che hanno offerto un contributo importante per individuare soluzioni alle sfide che attendono il sistema sanitario del Veneto, regione che ha un buon margine di miglioramento in termini di diffusione del farmaco equivalente. Tutti i relatori hanno convenuto sul fatto che i farmaci equivalenti siano uno strumento imprescindibile per garantire il diritto alla salute per tutti i cittadini e la sostenibilità economica del sistema sanitario regionale, grazie al risparmio di risorse che possono essere investite per l’impiego in farmaci innovativi. Un risparmio ottenibile anche grazie a misure a favore dell’aderenza del paziente alla terapia come il nostro packaging innovativo che garantisce una corretta ed immediata comprensione delle indicazioni del farmaco, la realizzazione di materiale educazionale e informativo per gli operatori sanitari e i pazienti, un nuovo progetto ad alto contenuto tecnologico. L’aderenza alla terapia è infatti una delle nostre priorità insieme alla qualità e all’efficacia dei prodotti - ha affermato Cinzia Falasco Volpin, Amministratore delegato di Mylan Italia – Per Mylan la conoscenza a tutti i livelli dei contenuti di qualità e sicurezza legati ai farmaci equivalenti passa attraverso la costruzione di un dialogo costante su scala nazionale e locale con medici, farmacisti, istituzioni, associazioni di pazienti. Obiettivo finale è quello di promuovere in tutta Italia una corretta informazione sul farmaco equivalente che, a causa soprattutto di un evidente gap culturale, è ancora poco diffuso in Italia rispetto ad altri Paesi europei”.

“Le Regioni sono chiamate a coniugare l’innovazione terapeutica e la pronta disponibilità dei nuovi farmaci con il rispetto dei vincoli di spesa. La scadenza brevettuale e la commercializzazione di medicinali equivalenti a prezzo ridotto hanno permesso negli anni al SSN di liberare risorse da riallocare per garantire l’accesso ai medicinali innovativi a più alto costo. La Regione Veneto, al fine di rispettare i vincoli nazionali e consentire la graduale convergenza di tutte le Aziende del SSR verso le best practice regionali, assegna annualmente obiettivi di appropriatezza prescrittiva alle Aziende Sanitarie. In particolare, ricordo quello finalizzato ad incrementare la spesa per i farmaci a brevetto scaduto. – ha affermato Giovanna Scroccaro, Responsabile del Coordinamento Regionale Unico sul farmaco della Regione Veneto - I risultati si vedono: la spesa di questi farmaci è in costante crescita e ha rappresentato il 41,6% della spesa farmaceutica territoriale convenzionata nell’anno 2013 e il 46,8% nell’anno 2014. Analogamente aumenta l'uso dei farmaci biosimilari, ponendo la Regione del Veneto tra le prime regioni in termini di consumo”.

“Molta strada è sta fatta in questi 15 anni anche grazie alla collaborazione delle farmacie – spiega Marco Bacchini, presidente di Federfarma Verona -. È vero, esiste una norma ben precisa che impone al farmacista di proporre, a meno di esplicita diversa volontà del medico, la disponibilità del farmaco equivalente, ma credo che indipendentemente da ciò il farmacista si sia sempre attivato per promuovere il farmaco equivalente. A volte superando pareri discordanti poiché spesso la diffidenza del paziente è generata da alcuni operatori del settore”.

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