Trasporti pubblici e scuole: amministrazione e studenti riflettono sulla "settimana corta"

Questa mattina si è tenuto il primo tavolo di confronto tra le parti interessate e il Comune di Verona, concluso con un bilancio molto positivo in termini di apertura e disponibilità. La preoccupazione dell'assessorato resta quella di nuovi tagli al settore trasporti

Oggi, in Sala Rossa al palazzo Scaligero, si è tenuto il tavolo di confronto convocato dall'assessore ai Trasporti, mobilità e traffico della Provincia, Gualtiero Mazzi, sull'ipotesi della “settimana corta” per gli istituti scolastici veronesi, che per la prima volta include anche i rappresentanti di genitori e studenti. Hanno partecipato al tavolo: Maurizio Pangrazi, Rete Trasporti pubblici Atv; Giovanni Pontara, dirigente Usp; Luciano Carazzolo, presidente del Collegio dei Dirigenti Scolastici di Verona; Arianna Vecchini del Forum Provinciale Associazione Genitori e sei rappresentanti dei genitori delle diverse tipologie di Istituto Superiore veronesi; Chiara Albarello e Giovanni Renso, presidente e membro di Giunta della Consulta Provinciale Studentesca. Erano inoltre presenti cinque presidi: Mario Bonini, Auguista Celada, Stefano Minozzi, Lina Pellegatta, Anna Maria Silingardi.

PROBLEMI E SOLUZIONI - Il tavolo è servito per avviare il censimento nelle singole situazioni scolastiche degli spazi e delle disponibilità per attuare la “settimana corta”. L'ipotesi è stata proposta da Provincia di Verona e dall'azienda Atv per razionalizzare il servizio a seguito dei tagli dei fondi al trasporto pubblico locale operati da Regione e Stato. L'assessore Mazzi ha dichiarato: “Ci ritroveremo fra un mese con i dati dettagliati dei singoli istituti. Ho chiesto a tutti di farmi avere l'elenco degli elementi che potrebbero impedire l'applicazione della settimana corta, come ad esempio la manzanza di mense, di spazi, o di docenti per la sorveglianza. Questo lavoro è necessario per agire in maniera seria e condivisa su un argomento tanto delicato. Però dopo le polemiche delle settimane scorse, l'incontro di oggi è andato bene perché quando ci si confronta si abbandonano i pregiudizi e le distanze si accorciano".

TAGLI BRUTALI - "Oggi - ha spiegato Mazzi - sono emerse alcune disponibilità ad attuare la settimana corta, un'eventualità che magari potrebbe non servire ma dobbiamo prepararci al peggio. Già quest'anno il trasporto pubblico locale ha avuto il taglio del 23% da parte dello Stato, non abbiamo motivo di credere che le cose migliorino. Ecco perché occorre già da adesso prepararci ad ogni eventualità: se nel 2014 i fondi fossero ancora meno potremmo essere costretti a settembre 2014 a chiedere alle scuole la settimana corta. La buona politica è quella che guarda avanti e non solo all'oggi". "Per questo voglio avere dalle scuole la mappa completa delle situazioni in modo da preparare gradualmente gli utenti. Ci sono infatti nella nostra esempi di istituti che già applicano la settimana corta e che, con questa offerta, hanno aumentato le iscrizioni. In Europa l'istruzione superiore è già su cinque giorni, come gli stessi studenti ci ricordano. Cerchiamo, quindi, di trovare insieme la soluzione, nessuno vuole imporre nulla a nessuno, ma cerchiamo di non ignorare il problema sperando che le cose si aggiustino da sole” ha concluso l'assesseore provinciale.

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