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Curva Sud, parla l'avvocato dell'Hellas Verona: "È il primo passo verso la verità"

Il rappresentante legale del club scaligero intervenuto a Radio Bella&Monella in occasione della trasmissione 'Questo è il Verona' parla del procedimento della Procura Federale della FIGC

Intervenuto a Radio Bella&Monella in occasione della trasmissione "Questo è il Verona", il legale rappresentante dell'Hellas Verona FC, Stefano Fanini, dice la sua sull'ormai nota vicenda che ha visto prima la chiusura e poi la riapertura della Curva Sud per il prossimo match di campionato

PRIMO PASSO VERSO LA VERITÀ - "La sentenza? Siamo soddisfatti, questo è il primo passo verso la verità a cui vogliamo giungere. Le cerbottane erano affilatissime, hanno fatto breccia nella discussione alla Corte Sportiva d'Appello. Questo è solo il primo step, che porterà al supplemento d'indagini da parte della Procura Federale su fatti contestati e non commessi. E' un passo importante, manteniamo il profilo basso ma fermo e determinato. Siamo arrivati a questo risultato, per i nostri tifosi, grazie a un lavoro di squadra in sinergia con il direttore generale, Giovanni Gardini, il segretario generale, Massimiliano Dibrogni e ad altre componenti come l'Area Comunicazione. Come abbiamo fatto? Ci siamo basati su tre piani: logico, giuridico e tecnico. In quello logico, sono stati fondamentali i sette punti che il presidente, Maurizio Setti, ha voluto esporre nella lettera aperta inviata ai direttori delle testate giornalistiche. Sul piano giuridico, abbiamo messo in luce delle gravi carenze degli ispettori della Procura Federale, che non hanno rispettato il protocollo di sicurezza in quanto dovevano essere prontamente avvisate le forze dell'ordine. Inoltre siamo stati in grado di dimostrare che era tecnicamente impossibile, per il numero di decibel prodotto, che un coro fatto da 3.000 persone non fosse udito dagli altri spettatori. Se ci aspettavamo un ribaltamento della sentenza? Siamo soddisfatti e moderatamente ottimisti, quanto ottenuto è un passo importante per la ricerca della verità. Era molto difficile, ora la Procura Federale avrà delle grandi responsabilità nell'approfondire le vicende e noi potremo replicare con ulteriori indagini".

FIDUCIOSI PER IL FUTURO - "Cosa succederà adesso? Di tempistiche non si può parlare, ma probabilmente ci vorrà qualche mese visti anche dei casi precedenti che, comunque, non trattavano di discriminazione razziale. Siamo pronti ad affrontare il secondo tempo di questa partita, vogliamo portare fino alla fine le nostre ragioni, di cui siamo assolutamente convinti. Abbiamo delle speranze riposte in un risultato finale positivo. Sarebbe un grande orgoglio, si tratterebbe del primo caso in Italia dove, in materia di giurisprudenza sportiva, si assisterebbe alla revoca della sanzione. Siamo una società ambiziosa, a cominciare dal presidente Setti, e vogliamo ottenere il massimo. Questo, comunque, è un risultato importante, che consentirà ai tifosi di essere presenti in due partite molto sentite contro Lazio e Fiorentina".

LE PAROLE DEL QUESTORE - "Le parole del Questore? Sono in linea con quanto ho appena detto. Noi, come società, stiamo lavorando in maniera sinergica con la Questura, ovviamente nel rispetto dei ruoli. E' stata rigida nei confronti della nostra tifoseria quando è stato necessario o quando lo ha ritenuto opportuno. Sempre tramite la Questura, è arrivato un comunicato dell'Osservatorio Nazionale sulla Manifestazioni Sportive che ha confermato quanto è già stato detto, ovvero che domenica al Bentegodi non è successo assolutamente nulla. Riteniamo che ci siano elementi che fanno propendere verso la verità, crediamo di aver subito una profonda ingiustizia non meritata dai nostri tifosi".

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