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Disastro in Friuli. Un Hellas senz'anima viene spazzato via dall'Udinese

I gialloblu giocano una delle più brutte partite della loro stagione e subiscono il poker dei bianconeri, che passeggiano sulla squadra di Pecchia incapace di offrire una vera reazione e di creare occasioni da gol

È una prestazione scioccante quella offerta dall'Hellas Verona alla Dacia Arena, dove è stato travolto senza appello per 4-0 dall'Udinese

L'inizio di partita è stato molto equilbrato, con le due squadre impegnate nella lotta per la supremazia del centrocampo e attente a non lasciare spazi alle iniziative avversarie: più convinta, la formazione di Oddo ha cercato maggiormente di amministrare il possesso palla, con il Verona molto corto ed intenzionato a non rinunciare alla fase offensiva. 
Nonostante un ritmo di gara abbastanza buono, si è dovuto attendere il 19' per registrare la prima palla gol, quando la sponda di Widmer ha trovato il colpo di testa di Lasagna, risultato troppo debole e centrale. Con i gialloblu in grossa difficoltà nel costruire gioco, l'Udinese ha alzato i giri del motore, pressando alto e cercando di colpire in velocità quando possibile. E al 21' infatti è stata provvidenziale la chiusura di Souprayen su Maxi Lopez, con la difesa scaligera che si era fatta trovare impreparata. 
Ma la maggior spinta friulana è stata premiata pochi minuti dopo, quando al 27' Barak è stato lasciato libero di girarsi in area e, complice una deviazione, ha potuto superare Nicolas con il sinistro. 
Poco combattivo e anche male organizzato, il Verona non è poi riuscito a mettere in piedi una vera reazione, con l'Udinese che spesso invece è andata al recupero palla nella metà campo avversaria, mettendo in difficoltà gli ospiti. E al 44' i friulani sono andati a segno per la seconda volta, con Nicolas che ha respinto in maniera non perfetta la bordata di Jankto da lontano, sulla quale prima è arrivato Maxi Lopez e poi, sulla seconda respinta, è toccato a Widmer firmare il raddoppio. 

LA CRONACA E IL TABELLINO

Nella ripresa i gialloblu hanno provato timidamente a prendere in mano la partita, ma ad andare vicini alla rete sono stato i friulani, al 46' con Lasagna in contropiede e al 48' con Barak da fuori, che non sono riusciti a trovare lo specchio della porta. Senza foga e cattiveria agonistica, l'Hellas ha provato ad imbastire una manovra offensiva con scarsissimi risultati e perdendo spesso palla in zone nevralgiche del campo, dando così spazio al contropiede avversario. Come al 53', quando Nicolas ha messo il piede sul tiro di Maxi Lopez servito da Jankto. 
La pessima gestione della sfera degli scaligeri non ha praticamente mai permesso loro di concludere verso la porta difesa da Bizzarri, rimasto pressoché inoperoso per tutta la partita. Condizione che non poteva non favorire i padroni di casa, che si sono trovati davanti tra l'altro una difesa scaligera molto distratta e mal coordinata, mentre tutta la squadra sembrava aver perso convinzione già dopo la prima rete. Al 59' è toccato a Widmer, lasciato libero in area, calciare fuori il servizio di Jankto, ma il tris dell'Udinese è stato rimandato solo di qualche minuto: al 68' Lasagna ha ricevuto un cross dalla destra e servito di tacco Barak, che ha avuto tutto il tempo di prendere la mira e fulminare Nicolas. 
La partita sostanzialmente è finita lì, con i friulani che nel finale hanno fatto tiro al bersaglio con la porta ospite, vista la scarsa resistenza trovata. E all'80 è arrivato anche il 4-0 firmato da Lasagna, che dopo aver anticipato Heurtaux ha scaricato in porta un violento sinistro da posizione defilata. 
Negli ultimi minuti i padroni di casa sono andati vicini anche al pokerissimo, prima con un tiro a giro uscito di poco di Maxi Lopez, poi con il colpo di testa di Larsen che si è stampato sulla traversa ed infine con la conclusione di Alì Adnan, respinta di piede da Nicolas. 

Quella dei gialloblu è stata una partita semplicemente disastrosa, che non può non mettere Fabio Pecchia per primo sul banco degli imputati. La vittoria ottenuta contro il Milan da una squadra combattiva e piena di foga, è stata spazzata via da una sconfitta pesantissima contro una formazione in salute ma non certamente irresistibile. Il Verona sceso in campo al Friuli è una squadra senza alcuna cattiveria agonistica, che alla prima difficoltà è sembrata deporre le armi invece che provare a rialzarsi e reagire. Tutti i reparti sono apparsi scollegati tra loro, con una manovra offensiva balbettante che non ha prodotto un singolo pericolo alla porta avversaria in 90 minuti, per arrivare poi ad una fase difensiva imbarazzante per più di metà gara. Restando sul reparto arretrato, è incomprensibile la scelta di lasciare Caceres in panchina, a meno che non sia dettata da infortuni dell'ultima ora: l'uruguaiano sembra destinato a passare alla Lazio già a gennaio, ma attualmente la sua esperienza è assolutamente indispensabile per questo Hellas. 
Tutto questo quando manca una sola partita al giro di boa, con una formazione ancora in crisi d'identità che occupa stabilmente il penultimo posto in classifica. Fusco, e la società in generale, continuano a sostenere il tecnico e a confermare che gode del favore della squadra, il campo però continua a dire una cosa diversa e i risultati faticano ad arrivare. Nelle prossime due partite il Verona affronterà prima la Juventus e poi il Napoli, il 30 dicembre e il 6 gennaio, e quella diciottesima giornata sembra quindi sempre di più un'occasione persa per restare agganciati al treno della salvezza. 

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