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Ramagli torna alla Tezenis Verona. «Essere pronti ad entrare in guerra»

Un ritorno al passato, visto che il tecnico ha già allenato la Scaligera dal 2012 al 2015, collezionando 63 vittorie in 101 gare e soprattutto vincendo una Coppa Italia di Serie A2

Da un livornese a un altro. Si continuerà a parlare toscano sulla panchina della Tezenis Verona. Dopo aver esonerato Andrea Diana, il club gialloblù ha affidato la conduzione tecnica della prima squadra ad Alessandro Ramagli. Un ritorno al passato, visto che il tecnico ha già allenato a Verona dal 2012 al 2015, collezionando 63 vittorie in 101 gare e soprattutto vincendo una Coppa Italia di Serie A2.
«Un viso ben noto, un coach importante per Verona perché ha fatto tre anni, a mio avviso, splendidi, nonostante una delusione ma anche la grande gioia della Coppa Italia - ha dichiarato il vicepresidente della Scaligera Basket Giorgio Pedrollo - Voglio ringraziare Andrea Diana per il lavoro che ha fatto: un professionista eccelso e una bravissima persona. Abbiamo individuato in Alessandro Ramagli il suo successore, personalmente lo reputo uno tra i migliori allenatori della categoria e non solo, considerando la tanta esperienza nella massima serie. Trovarlo così carico è un piacere, devo dire che è stato bravo Alessandro Giuliani nella trattativa. Ramagli credo sia l’allenatore giusto in questo momento, con leadership e carisma».

«Non sono qui per tornare fra amici - ha detto Ramagli - Noi dobbiamo essere subito pronti ad entrare in guerra, abbiamo 11 partite in 44 giorni da giocare. Abbiamo bisogno di vincere perché in questo momento la classifica è una classifica deficitaria che ci vede esclusi dalla lotta playoff, anzi per certi versi ci vede anche coinvolti in qualcosa di diverso. La classifica dobbiamo guardarla oggi e non guardala mai più. Dobbiamo vivere con grande attenzione il nostro presente. Dobbiamo avere degli step molto vicini perché questo è l'unico modo, quindi dobbiamo avere il senso di urgenza che però non significa fare cose solo quando hai le spalle al muro, ma fare le cose giuste quando è necessario che queste cose vengano fatte. Tutti quanti dobbiamo sintonizzarci sulla stessa lunghezza d'onda perché abbiamo bisogno di scuotere una situazione che stava diventando troppo complicata. Dobbiamo metterci tutti quanti del nostro e io sono venuto qua per essere un contribuente significativo».

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