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La Super Lega fa tremare il calcio europeo. L'Hellas chiede l'espulsione di Juve, Inter e Milan? Il club nega

Nella notte è arrivato il comunicato che annuncia la nascita della nuova competizione sostenuta da 12 dei club più ricchi d'Europa e contrastata da tutti gli organi del calcio, con la società gialloblu che respinge le indiscrezioni secondo le quali avrebbe chiesto l'esclusione delle tre squadre

Un momento della sfida tra Juventus, uno dei club promotori della Super Lega, e l'Hellas Verona

Lo scossone è arrivato nella notte e fa tremare il calcio europeo, compreso quello italiano. Una nota diffusa a mezzanotte ha annunciato la nascita della nuova Super Lega, alla quale fino ad ora hanno aderito 12 club (Manchester United, Manchester City, Arsenal, Liverpool, Tottenham, Chelsea, Real Madrid, Barcellona, Atletico Madrid, Inter, Milan e Juventus), ma altri 3 dovrebbero aggiungersi per dare vita al gruppo dei "fondatori" di un torneo, al quale al momento si è opposto fortemente il Bayern Monaco e che rischia di dare vita ad una serie di battaglie legali. 
Tutto mentre la Uefa a Montreaux sta per approvare la Champions League a 36 squadre (dal 2024-2025) e la distribuzione dei proventi 2021-2024.

Il Comunicato

Dodici tra i più ricchi club europei dunque hanno dato vita a questa spaccatura, chiedendo però l'appoggio di Uefa e Fifa, che invece minacciano cause miliardarie e battaglie legali. 
«I club hanno concordato di partecipare alla Super League con un progetto di lungo termine - recita il comunicato pubblicato sul sito della Juventus -. È previsto che altri top club europei aderiscano al progetto Super League, così da costituire un nucleo di club composto da un numero massimo di 15 membri fondatori permanenti, ai quali, in ciascuna stagione sportiva, si aggiungeranno altri club secondo un processo di ammissione, per un totale di 20 club.
I club fondatori continueranno a partecipare alle rispettive competizioni nazionali e, fino all’avvio effettivo della Super League, Juventus ritiene di partecipare alle competizioni europee alle quali ha titolo di accedere.
I club fondatori desiderano attuare il progetto Super League in accordo con FIFA e UEFA, tenendo in considerazione gli interessi degli altri stakeholder che fanno parte dell’ecosistema calcistico. Al contempo, onde assicurare il buon esito del progetto e così darvi pronta esecuzione, la società costituita per la Super League potrebbe anche agire in via giudiziale al fine di tutelare i propri diritti.
La Super League sarà infatti organizzata e gestita da un’apposita società partecipata da ciascun club in egual misura. L’accordo prevede, pertanto, l’impegno di ciascun club a sottoscrivere una quota del capitale sociale della società, con un investimento iniziale di Euro 2 milioni incrementabili, ove necessario, fino a ulteriori Euro 8 milioni.
All’avvio effettivo della Super League ed a seguito della commercializzazione dei diritti audiovisivi relativi alla competizione, in base all’accordo è previsto che i club fondatori ricevano nel complesso un contributo di importo netto indicativamente pari a Euro 3,5 miliardi, che verrà erogato in un’unica soluzione; questa somma, che sarà ripartita tra i club fondatori secondo percentuali da definire in base al numero definitivo di club fondatori , sarà resa disponibile attraverso adeguati strumenti di finanziamento sottoscritti da primarie istituzioni finanziarie internazionali
». 
I Club inoltre confidano che «la Super League crei valore a lungo termine per la Società e per l’intero movimento calcistico. I club fondatori faranno tutto quanto possibile per realizzare il progetto nel più breve tempo possibile». Tuttavia, le società «al momento assicurare che il progetto sarà effettivamente realizzato né prevedere in modo preciso la relativa tempistica». Non disporrebbero infatti di «tutti gli elementi necessari al fine di svolgere valutazioni di dettaglio sull’impatto che la Super League potrà avere sulle sue condizioni e performance finanziarie ed economiche».

Andrea Agnelli, presidente della Juventus e vice presidente della Super Lega, dimessosi dalla presidenza Eca e dall'esecutivo Uefa ha spiegato: «I 12 Club Fondatori hanno una fanbase che supera il miliardo di persone in tutto il mondo e un palmares di 99 trofei a livello continentale. In questo momento critico ci siamo riuniti per consentire la trasformazione della competizione europea, mettendo il gioco che amiamo su un percorso di sviluppo sostenibile a lungo termine, con un meccanismo di solidarietà fortemente aumentato, garantendo a tifosi e appassionati un programma di partite che sappia alimentare il loro desiderio di calcio e, al contempo, fornisca un esempio positivo e coinvolgente». 

Come dovrebbe funzionare la Super Lega

Il format della competizione viene spiegato sul sito ufficilale del Milan: 

  • 20 club partecipanti di cui 15 Club Fondatori e un meccanismo di qualificazione per altre 5 squadre, che verranno selezionate ogni anno in base ai risultati conseguiti nella stagione precedente.
  • Partite infrasettimanali con tutti i club partecipanti che continuano a competere nei loro rispettivi campionati nazionali, preservando il tradizionale calendario di incontri a livello nazionale che rimarrà il cuore delle competizioni tra club.
  • Inizio ad agosto, con i club partecipanti suddivisi in due gironi da dieci squadre, che giocheranno sia in casa che in trasferta e con le prime tre classificate di ogni girone che si qualificheranno automaticamente ai quarti di finale. Le quarte e quinte classificate si affronteranno in una sfida andata e ritorno per i due restanti posti disponibili per i quarti di finale. Il formato a eliminazione diretta, giocato sia in casa che in trasferta, verrà utilizzato per raggiungere la finale a gara secca che sarà disputata alla fine di maggio in uno stadio neutrale. 

«Dopo l'avvio della competizione maschile - recita la nota della società rossonera -, non appena possibile, verrà avviata anche la corrispettiva lega femminile, per contribuire allo sviluppo e al progresso del calcio femminile.
Il nuovo torneo annuale fornirà una crescita economica significativamente più elevata ed un supporto al calcio europeo tramite un impegno di lungo termine a versare dei contributi di solidarietà senza tetto massimo, che cresceranno in linea con i ricavi della lega. Questi contributi di solidarietà saranno sostanzialmente più alti di quelli generati dall'attuale competizione europea e si prevede che superino i 10 miliardi di euro durante il corso del periodo iniziale di impegno dei club. Inoltre, il torneo sarà costruito su una base finanziaria sostenibile con tutti i Club Fondatori che aderiscono ad un quadro di spesa.
In cambio del loro impegno, i Club Fondatori riceveranno un contributo una tantum pari a 3,5 miliardi di euro a supporto dei loro piani d'investimento in infrastrutture e per bilanciare l'impatto della pandemia Covid-19».

Le conseguenze e l'Hellas Verona

Su Repubblica viene riportata la posizione del club del Presidente Setti, che insieme ad altri due si sarebbe scagliato con decisione contro questa nuova competizione decisamente elitaria: «Il presidente Paolo Dal Pino e l’amministratore delegato Luigi De Siervo, hanno chiesto l’approvazione di un documento congiunto con l’Uefa per l’espulsione della Juve, del Milan e dell’Inter. Favorevoli all’allontanamento da ogni competizione dei club vip della Superlega sono stati i rappresentanti di Atalanta, Verona e Cagliari». 

All'indiscrezione però è seguita la nota del club scaligero, che puntualizza: «Rispetto a quanto riportato oggi da un quotidiano nazionale, Hellas Verona FC precisa di non aver fatto alcuna richiesta di estromissione di altri Club da qualsivoglia competizione e - contestualmente - di non aver preso posizione nell’Assemblea di ieri della Lega Serie A, riservandosi di fare le proprie valutazioni a tempo debito».

La questione economica è dunque al centro di questo progetto, al quale hanno immediatamente reagito Uefa e Fifa, che insieme alle leghe nazionali promettono battaglia su tutti i fronti:«La UEFA, la Federcalcio inglese e la Premier League, la Federcalcio spagnola (RFEF) e La Liga, la Federcalcio italiana (FIGC) e la Lega Serie A hanno appreso che alcuni club inglesi, spagnoli e italiani potrebbero aver pianificato di annunciare la loro creazione di una cosiddetta Super League privata.
Se ciò dovesse accadere, ci teniamo a ribadire che noi - UEFA, FA inglese, RFEF, FIGC, Premier League, La Liga, Lega Serie A, ma anche FIFA e tutte le nostre federazioni affiliate - resteremo uniti nei nostri sforzi per fermare questo cinico progetto, un progetto che si fonda sull'interesse personale di pochi club in un momento in cui la società ha più che mai bisogno di solidarietà.
Prenderemo in considerazione tutte le misure a nostra disposizione, a tutti i livelli, sia giudiziario che sportivo, al fine di evitare che ciò accada.
Il calcio si basa su competizioni aperte e meriti sportivi; non può essere altrimenti.
Come annunciato in precedenza dalla FIFA e dalle sei Confederazioni, ai club interessati sarà vietato giocare in qualsiasi altra competizione a livello nazionale, europeo o mondiale, e ai loro giocatori potrebbe essere negata l'opportunità di rappresentare le loro squadre nazionali.
Ringraziamo quei club di altri paesi, in particolare i club francesi e tedeschi, che si sono rifiutati di iscriversi. Chiediamo a tutti gli amanti del calcio, tifosi e politici, di unirsi a noi nella lotta contro un progetto del genere se dovesse essere annunciato. Questo persistente interesse personale di pochi va avanti da troppo tempo. Quando è troppo è troppo
». Questo il duro comunicato presente sul sito dell'Uefa. 

Il calcio europeo rischia dunque di implodere per quella che sembra essere un'iniziativa dei club più ricchi volta a difendere soprattutto (o forse unicamente) i loro interessi economici, messi a dura prova dalle conseguenze dell'emergenza sanitaria e dalle loro stesse spese, in primis il monte ingaggi. 

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