Martedì, 26 Ottobre 2021
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Calcio, perquisite le sedi di 41 società: c'è anche il Chievo Verona

Rischia di nascere un nuovo scandalo attorno alla presunte frode fiscale sui contratti di oltre 50 giocatori rappresentati dai procuratori Alejandro Mazzoni e Alessandro Moggi e una decina di altri colleghi

Il Chievo calcio ancora nella bufera. Gli uomini della guardia di finanza si trovano nelle sedi di 41 squadre di Serie A, B e minori per acquisire documentazione relativa ai contratti tra i club, calciatori e procuratori. I documenti al centro dell'indagine sono stati acquisiti nelle sedi di Juventus, Milan, Napoli e Lazio. Lo si evince da una nota della Procura di Napoli. L'elenco delle società nelle cui sedi hanno operato i finanzieri comprende anche Parma, Pescara, Palermo, Atalanta, Juve Stabia, Benevento, Genoa, Catania, Spezia, Piacenza, Livorno, Bari, Vicenza, Siena, Reggina, Chievo, Cesena, Grosseto, Gubbio, Lecce, Ternana, Sampdoria, Triestina, Fiorentina, Portogruaro, Brescia, Mantova, Torino e Albinoleffe. Nella massima serie, risultano estranee solo Bologna e Cagliari. Sarebbero invece coinvolte anche alcune società straniere di cui non sono stati resi noti i nomi.

L'indagine è condotta dalla Procura di Napoli. Nel mirino dei finanzieri i rapporti fra club e calciatori rappresentati dai procuratori Alejandro Mazzoni e Alessandro Moggi e una decina di colleghi. Gli accordi incriminati tra società di calcio, procuratori e giocatori sono più di 50: tra questi ci sono quelli dell'ex attaccante del Napoli, Lavezzi, e del centrocampista del Milan, Nocerino. Tra gli altri anche quello di Ciro Immobile e di Giuseppe Sculli. "Allo stato delle attività - si legge in una nota della Procura - è emersa la necessità di procedere alla verifica di modalità ed estensione pratica di alcuni meccanismi di aggiramento delle regole di tassazione dei contratti, prescelti per sottrarre al fisco ingenti quantità di denaro in relazione a ciascuna operazione di trasferimento di tesserati della Federazione Italiana Giuoco Calciouratori".

A coordinare le operazioni, il procuratore aggiunto Melillo e dai pm Ardituro, Capuano, Ranieri e De Simone Le perquisizioni vengono eseguite dal Nucleo di polizia tributaria del capoluogo campan e dai reparti territoriali della Guardia di Finanza, con l'obiettivo di acquisire i contratti dei calciatori. Secondo quanto si apprende, l'inchiesta è nata nel 2011 da documenti sequestrati nel corso di perquisizioni anche nelle sedi del Napoli e della Filmauro e relative ai contratti di ingaggio di giocatori internazionali attraverso la mediazione di procuratori tra cui lo stesso Moggi. A diverso titolo, sono stati ipotizzati i reati di associazione a delinquere, false fatturazioni, riciclaggio ed evasione fiscale.

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