L'Hellas protesta e cade a Roma: non basta il tacco di Pessina all'Olimpico

I gialloblu recriminano per il rigore concesso ai giallorossi (costato anche l'espulsione di Juric) e per un altro paio di episodi dubbi, ma alla fine la gara la decidono Veretout e Dzeko. Inutile la gemma del numero 32 ad inizio ripresa

L'esultanza di Pessina dopo il gol

Pur non avendo demeritato sotto il profilo del gioco, l'Hellas Verona non è riuscito andare oltre la sconfitta per 2-1 allo stadio Olimpico contro la Roma, nella trentreesima giornata di Serie A. 

Partito con il tridente offensivo "piccolo" formato da Verre, Pessina e Zaccagni, Juric nei primi minuti ha subito l'aggressività degli avversari, che al 4' hanno rischiato di andare in vantaggio con Mancini, che dal limite dell'area piccola ha mandato alle stelle il servizio di Spinazzola. Più in palla nei primi minuti, i giallorossi hanno creato diversi grattacapi alla formazione ospite, che tuttavia al 7' ha lanciato Zaccagni verso la porta avversaria: qui Pau Lopez in uscita è sembrato prendere la sfera, ma è da valutare se abbia o meno colpito anche l'avversario, visto che il pallone era rimasto nella sua disponibilità. In ogni caso il VAR ha deciso di lasciar correre, ma due minuti dopo è arrivato che pare essere un errore incomprensibile della terna arbitrale, quando Pellegrini è finito a terra in area per un contatto con Empereur: l'arbitro Maresca ha indicato immediatamente il dischetto, ma le immagini mostrano come il difensore scaligero abbia anticipato l'avversario. Un "dettaglio" che nessuno sembra vedere, nonostante le telecamere, con il direttore di gara che non si è neppure scomodato per verificare lo schermo. Dopo le proteste dei gialloblu, costate un giallo a Veloso e il rosso a Juric, Veretout si è dunque presentato sul dischetto e ha spiazzato Silvestri. Il Verona allora ha provato a reagire, ma i padroni di casa sembravano avere le giuste contromosse per arginare la manovra e ripartire poi in rapidi contropiedi, sfruttando anche la classe di Dzeko, che al 17' ha spizzato a centrocampo per Spinazzola che ha provato il destro dal limite, trovando la deviazione di Gunter. Prima, al 13', il colpo di testa di Pessina su corner uscito di poco. 
Al 18' Juric ha perso Kumbulla per inforntunio, al suo posto è entratp Dimarco e Faraoni ha scalato sulla linea dei difensori. I gialloblu hanno inziato piano piano a crescere sul piano della lucidità, mentre la Roma ha perso in parte la sua incisività e quei movimenti che le permettevano di non far palleggiare gli avversari per colpirli in contropiede. Al 26' il mani di Dzeko in area è stato giudicato regolare perché vicino al corpo, mentre due minuti dopo Mkhitaryan ha triangolato a centrocampo e si è involato verso la porta, concludendo da posizione defilata e cogliendo comunque il palo di Silvestri. 
Sempre più presente nella metà campo avversaria, l'Hellas ha preso in mano il pallino del gioco nella seconda fase della prima frazione, con Lazovic a destra e Dimarco a sinistra, mentre i due mediani Veloso ed Amrabat facevano la sfera. Tuttavia al 49', una palla persa del futuro Viola ha dato il via all'azione della Roma, con Spinazzola che alla fine ha pescato Dzeko in area, che con un gran colpo di testa ha siglato il raddoppio

LE IMMAGINI DELLA PARTITA

Nella ripresa l'Hellas ha preso subito possesso del campo e al 47' Zaccagni ha sfondato a sinistra e messo in messo un passaggio forte per Pessina, che con uno splendido colpo di tacco ha accorciato le distanze. Ripartita con convinzione, la squadra di Juric ha espresso un bel calcio, cercando di spostare la difesa della Roma e favorire così gli inserimenti, contando anche sull'accompagnamento dell'azione da parte di Faraoni ed Empereur, e riuscendo a trovare quelle contromisure che mancavano sui contropiedi avversari nel primo tempo. La Roma però è una formazione con importanti qualità individuali e al 58' Bruno Peres è scappato sulla destra e ha servito poi Dzeko in area, che di prima e da buona posizione ha sparato alto. Al 63' Eysseric e Salcedo hanno sostituito Verre e Zaccagni, ma due minuti dopo uno scivolone di Empereur ha lanciato Pellegrini, che ha evitato Silvestri e servito Mkhitaryan, ma Lazovic ha salvato mettendo in corner. Al 66' Zappacosta, Zaniolo e Cristante, hanno rilevato Bruno Peres, Pellegrini e Diawara, ma è stato Mancini due minuti dopo a penetrare in area e a costringere l'estremo difensore ospite alla respinta di pugno. 
Meno veloce e lucido nel fraseggio, il Verona ha dovuto concedere qualcosa ai giallorossi, venendo graziato ancora da Dzeko, che non ha trovato la porta da posizione molto favorevole. Al 76' altre proteste scaligere per un contatto tra Eysseric ed Ibanez in area, giudicato dall'arbitro come fallo del gialloblu. Nel finale di gara l'Hellas ha continuato a crederci, trovando però la difesa avversaria ben piazzata. All'82 Babu ha sostituito Amrabat e Stepinski ha fatto rifiatare Veloso, mentre negli ultimissi minuti Perotto ha preso il posto di Mkhitaryan e Villar quello di Ibanez. Unica emozione, il tentativo di Zaniolo parato facile da Silvestri, poi, dopo sei minuti di recupero, è arrivato il triplice fischio che ha messo fine alla partita. 

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È una sconfitta che non può lasciare insoddisfatti tifosi, allenatore e società dell'Hellas Verona, i quali però non possono non chiedersi come sarebbe andata senza quel rigore inesistente dato all'inizio. Dopo essere partita con qualche difficoltà, la formazione di Juric aveva trovato le giuste contromisure per i giallorossi e mostrato le proprie qualità, pur peccando di concretezza negli ultimi 25 metri. Costretti a spingere per rimontare, i gialloblu hanno dovuto concedere qualcosa agli attaccanti di Fonseca, giocandosela a viso aperto fino alla fine. 
L'Hellas ora è atteso dalla sfida contro la squadra più in forma del campionato, l'Atalanta di Gasperini, che alle 17.15 di sabato scenderà in campo al Bentegodi. 

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