L'Hellas ritrova la Serie A, Aglietti: «Un cavalcata che ricorderò per tutta la vita»

E il bomber Di Carmine ha reso merito ai tifosi: «Sono stati fantastici. Ci hanno aiutato fino alla fine e questa vittoria la dedichiamo a loro. È stata una stagione difficile, ma siamo stati bravi a rialzarci»

Alfredo Aglietti

L'Hellas Verona ha ritrovato la Serie A dopo un anno di purgatorio. Nella finale playoff di ritorno della serie cadetta, i gialloblu hanno rimontato il 2-0 subito a Cittadella e si sono presi la promozione con una grande partita, spinti dal proprio pubblico che ha saputo dare la giusta carica alla squadra per compiere questa grande impresa sportiva. 
E come testimoniato dai numerosi cori a lui dedicati dalla curva gialloblu, questo successo ha il volto di Alfredo Aglietti, chiamato a sostituire Fabio Grosso dopo la sconfitta casalinga contro il Livorno. Una sfida complicata, iniziata con il piede sbagliato visto il pesante KO esterno subito proprio contro il Cittadella, ma il tecnico è riuscito piano piano a prendere in mano la squadra e a dare nuova linfa ai giocatori. Il risultato è stato una continua crescita collettiva, palpabile partita dopo partita, che ha visto l'Hellas rientrare in zona playoff all'ultimo giornata, per poi superare solo ai supplementari il Perugia, prima di avere la meglio sul Pescara in un doppio confronto risolto dal rigore di Di Carmine. Ed infine, ecco la remuntada sull'undici di Venturato, che all'andata si era imposto con 2-0 apparso subito eccessivo per i valori visti sul terreno di gioco ma che al Bentegodi ha dovuto cedere il passo agli scaligeri. 
Al termine della gara, visibilmente emozionato, Aglietti ha raccontato queste settimane trascorse sulla panchina dell'Hellas e mandato un messaggio alla società per il prossimo anno. Ecco in sintesi le sue parole rilasciate a Dazn. 

Ho vinto dei campionati, ma in questa maniera è qualcosa di straordinario. Questa cavalcata e questa serata me la ricorderò per tutta la vita. Abbiamo fatto qualcosa di grandioso, come ribaltare un 2-0 contro una squadra organizzata e forte come il Cittadella. 
Io ci ho messo del mio insieme al mio staff: la squadra sapevo che era forte ma sapevo che commettevano errori. Ora ci godiamo questa serata, ma i ragazzi sono stati fantastici: grazie a loro perché sennò anche le mie idee sarebbero state vane. Grande merito a questi ragazzi. 
Noi venivamo da un tour de force, abbiamo buttato il cuore oltre l’ostacolo in una serata molto calda. Non era facile tenere alti i ritmi ma era l’unico modo per battere il Cittadella. All’andata avevamo fatto una buona partita anche se il risultato non lo diceva
Di Carmine o Pazzini? Ero indeciso prima della partita su chi schierare dal primo minuto. Ho preferito Samuel perché aveva fatto bene nei Playoff. Giampaolo è un professionista straordinario e il suo ingresso è stato determinante. Per me non è stato semplice, ma la squadra mi ha seguito dal primo momento fino ad ora. Questa società merita di andare in Serie A, nonostante la diversità di vedute tra la tifoseria, ma credo che il presidente voglia davvero bene a questa squadra.
Il mio futuro? Sono venuto qua fino al 30 giugno senza nessuna clausola per il rinnovo. Mi dovevano giudicare attraverso il campo, io il mio l’ho fatto, poi ci siederemo a un tavolo e parleremo. 

Autore della perla del 2-0, con uno splendido colpo di tacco sotto rete, Samuel Di Carmine alla fine si è rivelato quell'attaccante decisivo che tutti si aspettavano quando è approdato sulle sponde dell'Adige. Ecco cosa ha detto l'attaccante a Dazn

È difficile trovare le parole oggi perché è un'emozione unica. Abbiamo una tifoseria fantastica che ci ha aiutato fino alla fine e questa vittoria la dedichiamo a loro. 
È stata una stagione difficile, ma siamo stati bravi a rialzarci e a tirar fuori il carattere. Questo è un salto in avanti per me ed è anche il coronamento di un sogno. Sono venuto qui proprio per questo, per conquistare la promozione da protagonista e ce l'ho fatta. Il gol è stato bello, ma ne andava bene uno anche a porta vuota. In questi momenti l’importante è vincere. 

Forse nella serata trionfale di domenica sera si è visto meno del solito, ma Marco Silvestri con le sue parate ha dato un contributo fondamentale alla rincorsa degli scaligeri. 

Verona in Serie A? Fino a un mese fa sembrava impensabile, però con la qualificazione ai Playoff abbiamo iniziato a credere che si poteva ancora fare. Personalmente dopo il 2-0 dell'andata avevo avvertito il colpo, ma ho reagito come tutti e come era giusto che fosse: abbiamo fatto veramente qualcosa di eccezionale, perché andare in Serie A in questo modo penso sia ancora più bello. La partita perfetta? Non si poteva fare meglio di così stasera, 3-0 davanti a 25 mila tifosi ed è stato tutto perfetto, un sogno, forse era il nostro destino. Abbiamo fatto soffrire i tifosi, ma adesso siamo riusciti a riportarli in A, dove è giusto che siano, con la gioia più grande che potessimo dargli. Mi auguro di rivedere lo stadio così pieno tante altre volte il prossimo anno. La promozione anche di Silvestri? Sono contento della mia stagione, ma sono stato anche molto fortunato a trovare un gruppo di colleghi portieri eccezionali perché Chiesa, Tozzo, Berardi e Ferrari sono stati molto importanti per me. Mister Cataldi, il preparatore dei portieri, è stato fondamentale, dopo due anni in cui ho giocato poco, lui e Fabio Grosso mi hanno dato massima fiducia. Sono felice perché è qui che voglio restare l'anno prossimo e volevamo assolutamente andare in Serie A. Chiesa? Mattia è un bravo ragazzo, ha molte qualità quindi se continua come ha fatto quest'anno potrà fare bene.

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