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Plusvalenze fittizie, il Chievo si difende: "Sempre rispettato le norme"

Il club gialloblu: "Siamo estranei alle contestazioni ricevute". Per l'accusa, alcuni scambi di mercato tra Chievo e Cesena avrebbero avuto il solo scopo di sistemare i bilanci delle due società calcistiche

Luca Campedelli (Foto di repertorio)

La società comunica di sentirsi estranea alle contestazioni ricevute, avendo sempre agito nel pieno rispetto delle norme federali, e ribadisce la sua massima fiducia nelle decisioni della magistratura sportiva.

Sono davvero poche le parole diffuse ufficialmente dal Chievo Verona per difendersi dal deferimento che coinvolge il club della diga insieme al Cesena. Il caso è quello delle plusvalenze gonfiate, portato alla luce anche dal programma Striscia la Notizia e dal sito calciomercato.com. In sostanza, le due società calcistiche si sarebbero scambiate giocatori con l'unico scopo di aggiustare i propri bilanci. Tra gli scambi sospetti, la procura federale della Figc evidenzia quelli di Michele Rigione, Alejando Rodriguez e Luca Garritano, arrivati dal Cesena al Chievo nell'estate scorsa e poi rigirati dal club gialloblu ad altre squadre di categorie inferiori. Ma la lista dei nomi dei giocatori trattati da Chievo Verona e Cesena è lunga e l'accusa più grave è che senza questa loro condotta scorretta i due club non avrebbero avuto i bilanci in regola per iscriversi ai rispettivi campionati.

Dopo cinque mesi di indagine, la procura della giustizia calcistica ha depositato le sue accuse e ora tocca al Chievo difendersi. I gialloblu rischiano una sanzione pecuniaria, ma potrebbero anche partire nel prossimo campionato di Serie A con dei punti di penalizzazione. Dipenderà dalle valutazioni dei giudici sportivi, che dovranno ora ascoltare la versione dei fatti fornita dal Chievo.

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