Pazzini saluta l'Hellas: «Ho dato tutto, ma Verona mi ha dato di più»

Il capitano gialloblu ha salutato ufficialmente il club con cui ha passato gli ultimi cinque anni di carriera. «Speravo di essere confermato, però va benissimo. I dirigenti sono stati corretti ed io ho accettato»

 

«Dopo cinque anni bellissimi, a fine stagione terminerà il rapporto con Giampaolo Pazzini e ci sembrava doveroso essere al suo fianco». Con queste parole il direttore sportivo dell'Hellas Verona Tony D'Amico ha introdotto la conferenza stampa con cui ieri, 28 luglio, Pazzini e l'Hellas si sono salutati. Un saluto concluso con la consegna di una targa celebrativa consegnata al capitano gialloblu dal presidente Maurizio Setti.

Pazzini non ha nascosto l'emozione per un momento che solo in questi ultimi giorni è riuscito a metabolizzare dentro di sé. La società aveva comunicato al lui le proprie intenzioni da più di un mese, ma solo l'ultima sfida contro la Lazio gli ha fatto comprendere davvero che il suo rapporto con l'Hellas era finito. «Voglio ringraziare tutti - ha dichiarato Pazzini - Sono stati cinque anni intensi, con alti e bassi, ma Verona per me rappresenta qualcosa di più di una semplice squadra o di una semplice esperienza. È stato un percorso bellissimo e sono contento di averlo concluso in Serie A. Io sempre dato tutto, ma Verona e i suoi tifosi mi hanno dato molto di più».

Verona avrà sempre un posto nel cuore di Giampaolo Pazzini, dunque, ed anche lui avrà sempre un posto nel cuore dei tifosi, magari vicino a quello di Luca Toni, altro campione che ha concluso la sua carriera a Verona. Non si sa, però, se davvero la carriera di Pazzini sia giunta al termine. «Ho un'idea precisa in testa - ha dichiarato - ma sul mio futuro rifletterò bene con la mia famiglia a mente fredda». D'Amico ha poi specificato che l'Hellas ha deciso di non proporre un ruolo di rappresentanza al giocatore all'interno della dirigenza gialloblu. Anche se un ruolo, Pazzini, lo avrebbe voluto in campo. «Speravo di essere confermato - ha ammesso - A Verona sto da Dio e stiamo valutando, io e la mia famiglia, di stabilirci qui. Però va benissimo. I dirigenti sono stati corretti ed io ho accettato. Quando uno è sincero, quando uno dice le cose in faccia, per me va bene».

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