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Verso la riapertura di palestre e piscine col nuovo governo: le regole allo studio del Cts

Dai dieci metri per nuotatore in vasca all'igienizzazione degli attrezzi in palestra dopo ogni loro utilizzo: tutte le disposizioni per la possibile prossima riapertura di piscine e palestre

Palestra

Non solo il nodo degli spostamenti tra Regioni diverse con il divieto in scadenza lunedì 15 febbraio, ma anche la possibilità di valutare una graduale riapertura di palestre e piscine, per il nascente governo Draghi non mancano gli impegni da affrontare a stretto giro. Se sul fronte della ristorazione le associazioni di categoria premono perché il prossimo esecutivo consenta ai locali con posti a sedere di poter tener aperto in zona gialla anche la sera, su di un altro versante vi è infatti la compagine dei gestori di palestre, piscine, centri benessere e tutte quelle attività legate al mondo dello sport che, in epoca Covid-19, hanno pesantemente sofferto le restrizioni imposte e, oggi, chiedono infine di poter anch'essi ripartire, ovviamente nel rispetto di regole e protocolli.

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Proprio per cercare di definire un graduale ritorno "controllato" alla normalità per questo genere di attività, il Comitato tecnico scientifico avrebbe stilato un documento nel quale si evidenziano tutti gli adempimenti necessari per palestre e piscine orientate a riaprire. Le indicazioni contenute nel documento e riportate dal Corriere della Sera, dovranno essere ovviamente dapprima prese in considerazione dal futuro governo, ove dovesse nascere, ed infine spetterà proprio a quest'ultimo la decisione circa l'ipotesi di una graduale riapertura. È comunque verosimile che ciò non avvenga fino alla data di scadenza del vigente Dpcm che, lo ricordiamo, resterà valido fino al prossimo 5 marzo 2021 nel suo impianto generale, mentre il 15 febbraio scadrà soltanto il divieto di spostamento tra Regioni, oltre al fatto che da questa data sarà eventualmente possibile riaprire gli impianti sciistici.

Ipotesi «riapertura scaglionata»

Il parere del Cts nel documento citato inaugura con una prima cauta considerazione: «Si valuta con molta preoccupazione, in questa fase dell’epidemia sostenuta il riscontro potenziale di aggregazioni tra persone all’interno degli impianti sportivi, soprattutto in ambienti chiusi e confinati». Tuttavia poi si prosegue in questo modo: «Ma si ritiene particolarmente importante il ritorno alla fruizione delle attività fisiche, soprattutto nei soggetti in età evolutiva e negli individui con patologie croniche e negli anziani, nei quali il benessere psico-fisico acquisisce una dimensione fondamentale sullo stato di salute». Alla luce di ciò, il Cts propone di valutare l'opportunità di una «riapertura scaglionata delle diverse ed eterogenee discipline sportive di base, improntata al principio di massima cautela».

 Le attività sportive nell tre zone di rischio

Secondo le valutazioni del Cts rimarrebbero ugualmente delle distinzioni tra le diverse zone di rischio: in fascia "arancione", oltre a quelle attività sportive che già sono consentite in area rossa, dunque gli sport individuali all'aperto, viene ipotizzato che «siano consentite nelle palestre, piscine e tensostrutture le attività sportive di base individuali, anche acquatiche, e le attività sportive dilettantistiche non di squadra o di contatto». Inoltre, viene poi valutata la possibilità che in zona arancione siano «consentiti gli allenamenti per le attività sportive di contatto e per gli sport di squadra esclusivamente se svolti in forrma individuale, nel rispetto del distanziamento e del divieto di assembramento».

Di fatto, ciò che già oggi può avvenire all'aperto verrebbe ad essere consentito anche negli ambienti al chiuso come appunto palestre e piscine. Oltre a ciò, sempre in zona arancione, l'ipotesi sarebbe poi quella di consentire «le attività sportive e di danza indirizzate ai bambini in età scolare, in coerenza con l'apertura delle scuole». Per quel che riguarda l'ulteriore allentamento possibile in zona gialla, si legge ancora nel parere del Cts che «oltre alle attività consentite nelle aree zona rossa e zona arrancione, sono consentiti gli allenamenti per gli sport di contatto e di squadra dilettantistico e di base».

Le regole per la riapertura

Tra le prime disposizioni previste vi è quella del distanziamento interpersonale: «È obbligatorio mantenere la distanza interpersonale minima adeguata all’intensità dell’esercizio, comunque non inferiore a 2 metri». Oltre a ciò, nelle palestre «è obbligatoria la pulizia delle aree di conttatto di ciascuno attrezzo dopo ogni utilizzo da parte dell'utentte con opportuno prodotto igienizzante». In sostanza, tutti gli attrezzi ed i materiali «devone essere sempre sanificati». Ma non solo, l'invito è anche quello di «utilizzare, ove possibile, tappetini propri, o se di uso collettivo è obbligatorio igienizzarli prima e dopo la sessione di allenamento». 

Per quanto riguarda l'utilizzo degli spogliatoi, viene evidenziato che dovrà essere vietato lasciare in giro gli indumenti usati per l'attività fisica, poiché al contrario «bisogna riporli in zaini o borse personali». Oltre a ciò, l'uso delle docce non sarà comunque consentito e tutti gli operatori di palestre e piscine dovranno rispettare «l'obbligo di indossare correttamente la mascherina». Capitolo a parte molto stringente riguarda poi i "dispenser" di gel disinfettante: il loro numero dovrà essere «calibrato non solo in base alla superficie ma anche in funzione del numero di potenziali utenti» e dovranno essere poi posizionati ugualmente dei dispenser «in maniera diffusa in tutti i punti di passaggio, inclusi l'ingresso all'impianto, gli accessi agli spogliatoi e ai servizi». Per quanto riguarda le piscine, viene sottolineato che «devono essere 10» i metri quadri messi a disposizione di chi nuota, mentre nella richiesta avanzata dal ministero dello Sport si parlava di 7 metri per nuotatore. Vige poi al di fuori della vasca l'obbligo di indossare sempre la mascherina. 

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