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Hellas Verona. Osvaldo Bagnoli entra nella Hall of Fame del Calcio Italiano

L'allenatore che guidò il club gialloblu allo storico scudetto della stagione 1984/1985, è entrato ufficialmente nell'élite del calcio italiano insieme a Alessandro Del Piero, Ruud Gullit e Bruno Conti

Sotto la conduzione dei giornalisti, rispettivamente di Sky e Mediaset Premium, Ilaria D'Amico e Alberto Brandi, si è tenuta lunedì la cerimonia d'ingresso ufficiale nella Hall of Fame del Calcio Italiano della FIGC di alcune grandi personalità del passato più o meno recente come Alessandro Del Piero, Ruud Gullit, Bruno Conti e Osvaldo Bagnoli
Lo storico allenatore dell'Hellas Verona vincitore dello scudetto nella stagione 1984/1985 è così entrato a tutti gli effetti nell'élite del calcio italiano, al termine dell'evento che si è tenuto a Palazzo Vecchio, a Firenze, dopo il pranzo ufficiale svoltosi nel Centro Tecnico Federale di Coverciano. 

Un riconscimento, quello consegnato a Bagnoli, che celebra la favola vissuta dal club gialloblu tra il 1981 e il 1990, dove oltre a laurearsi Campione d'Italia, disputò due finali di Coppa Italia e partecipò per tre volte alle coppe europee. 
Una giornata quella del 9 aprile che lo stesso Bagnoli faticherà a dimenticare e che lo ha visto donare un quadro commemorativo del suo Verona tricolore, che sarà esposto nel Museo del Calcio di Coverciano.

"Quello che ha saputo fare Osvaldo Bagnoli non lo scopriamo certo oggi - ha detto il presidente dell'Hellas Verna Maurizio Setti, come riporta il sito della società -. L'unico, in 85 stagioni a girone unico, a vincere uno Scudetto con una squadra di una città non capoluogo di regione: un capolavoro, dovuto anche alla persona che è Osvaldo, da gennaio nostro Presidente Onorario. Sono quindi doppiamente orgoglioso del suo ingresso nella Hall of Fame del Calcio Italiano, un atto dovuto per il quale il Club gli fa i più sinceri complimenti".

Lo stesso presidente onorario infine ha commentato: "Il premio? Onorato, da ex allenatore del Verona ma anche, ormai, dopo quarant'anni vissuti a Verona, da veronese. Lo Scudetto? Ho sempre risposto che avevo a disposizione un gruppo di ragazzi che andavano d'accordo tra di loro. Ho capito, nella mia carriera da allenatore, che è quella la base indispensabile per fare dei grandi risultati. Oggi mi ha accompagnato qui Nico Penzo, un vero e proprio amico, è come se avessimo giocato insieme invece che essere stati mister e giocatore".

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