Napoli - Chievo Verona 0-0 | Un'impresa targata Di Carlo, i clivensi rinati al San Paolo

Il Chievo strappa un punto in trasferta contro una delle formazioni più forti della serie A, ma soprattutto sfodera una prestazione per qualità e grinta degna dei gloriosi "vecchi tempi"

Stefano Sorrentino e Kalidou Koulibaly durante la sfida del San Paolo tra Napoli e Chievo Verona - foto ANSA / CESARE ABBATE

Il Chievo Verona è tornato, risorto, resuscitato, vedetela un po' come volete, sta di fatto che la sfida di oggi al San Paolo ha visto scendere in campo finalmente una squadra. Il vecchio saggio nuovo tecnico clivense Domenico Di Carlo, ha ben pensato di affidarsi ai due terribili "vecchietti" in attacco, Meggiorini e Pellissier, e alla fine ha avuto ragione lui. Ma soprattutto, il grande merito del mister è stato quello, evidentemente, di essere riuscito nelle ultime due settimane a risollevare il morale di una formazione che quindici giorni fa sembrava pronta a dissolversi.

La cronaca e il tabellino del match

Pronti via, il Chievo con dinanzi sua maestà re di Napoli Carletto Ancelotti, ha ben pensato di giocare un primo tempo interamente votato all'attacco, certo rischiando qualcosa in difesa (ma si può evitare di rischiare al San Paolo?), riportando così alla memoria i fasti passati del mitico "Ceo" di Maran, quello spavaldo che se la giocava "sempre e comunque" contro ogni avversario. Prima una punizione di Birsa a un minuto dall'inizio, poi le conclusioni di Obi, hanno fatto capire ai padroni di casa che non sarebbe stata una passeggiata. 

Ci è voluta anche una buona dose di fortuna per strappare un punto preziosissimo, ma si sa che la dea bendata aiuta gli audaci. Così non sono bastati per sbloccare il risultato i circa venti calci d'angolo battuti dai partenopei, oppure i tre legni colpiti dai giocatori di Ancelotti, clamorosi quelli di Insigne al 73° e di Koulibaly in mezza rovesciata all'87°. Al resto ci ha pensato il solito San Sorrentino, caparbio e puntuale nel rimbrottare i propri compagni richiamandoli all'attenzione, così come nell'intervenire almeno in un paio di circostanze (Callejon nel primo e nel secondo tempo, poi il solito Insigne su punizione) con delle parate a dir poco importanti.

Il Chievo ha sofferto? Certo, ma quel che conta è che ha saputo soffrire, come solo una squadra vera sa fare. Ovviamente è presto per cantare vittoria, anzi, ora sarebbe il caso che una vittoria, la prima della stagione, arrivasse finalmente. La volta buona potrebbe essere la prossima gara casalinga di domenica 2 dicembre? Difficile prevederlo, anche perché al Bentegodi arriverà la Lazio, non proprio una sfida semplice. Ma a rinfrancare l'ambiente, oltre al punticino essenziale per staccarsi da quota zero in classifica, ci penserà senz'altro uno spirito che quest'anno non si era mai visto in campo prima di oggi e che, questa è la speranza, se dovesse continuare ad accompagnare il gruppo per le prossime giornate di campionato, non potrà che regalare grandi soddisfazioni. Chiamatelo "effetto Di Carlo", chiamatelo "spirito del Natale" in casa Paluani, ma la sensazione è che un Chievo così, a sole 11 lunghezze dalla quota salvezza, oggi abbia il dovere di continuare a crederci. 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Va allo Spi per un controllo: 70enne scopre che l'inps gli deve quasi 37 mila euro

  • Auto con tre giovani a bordo finisce fuori strada e contro un albero: tutti morti sul colpo

  • Due nuove destinazioni dall'aeroporto Catullo di Verona per chi vola con easyJet

  • Illasi, non digerisce un commento negativo della suocera e l'accoltella

  • Protagonista del servizio di "Striscia la Notizia", aggredito e derubato in città

  • Non ce l'ha fatta il 41enne coinvolto in uno scontro frontale a Isola della Scala

Torna su
VeronaSera è in caricamento