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Giovedì, 9 Dicembre 2021
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Non crolla il tabù di San Siro e l'Hellas Verona porta a casa un punto

Passati in vantaggio con Faraoni, i gialloblu sono stati rimontati dalla punizione di Calhanoglu. Poi nella ripresa l'espulsione di Amrabat ha facilitato le cose al Diavolo, che però non ha trovato la rete della vittoria

L'Hellas Verona ha portato a casa un punto dalla sfida dello stadio Meazza, dove non è andato oltre l'1-1 contro il Milan nella ventiduesima giornata di Serie A. 

Per provare a sfatare il tabù di San Siro, Juric ha schierato Verre in avanti sostenuto da Pessina e Zaccagni, mentre Gunter è stato posizionato al centro della difesa a tre, con Kumbulla sul centrosinistra. Buona la partenza degli ospiti, che hanno subito preso in mano il gioco lasciando poco spazio alle iniziative avversarie, limitate nella prima fase alle galoppate di Hernandez sulla sinistra. Una pressione ed un ritmo che hanno dato i propri frutti già al 13', quando il cross di Zaccagni ha premiato l'inserimento di Faraoni, che da due passi ha trafitto Donnarumma. Un inizio di personalità dell'Hellas, che ha provato a continuare a macinare gioco e al 17' ha rischiato di raddoppiare in contropiede con Lazovic, ma la sua conclusione è stata troppo debole. 
Con il passare dei minuti però è cresciuto il Milan, che ha cercato soprattutto di allargare le maglie della difesa avversaria con terzini ed esterni, ma anche con Rebic, che ha ingaggiato un bel duello con Rrahmani durato tutto il match. La sfida si è fatta dunque molto aperta, con il Verona che non ha rinunciato al pressing alto e l'undici di Pioli che ha aumentato la propria intensità, trovando il pareggio con una punizione di Calhanoglu, deviata in maniera decisiva dalla barriera, sulla quale Silvestri non ha potuto nulla. Un colpo che gli scaligeri hanno dato l'impressione di subire, al punto che Rebic ha rischiato di siglare il raddoppio pochi secondi dopo, evitando in contropiede l'uscita di Silvestri ma decentrandosi troppo per trovare la porta. In difficoltà nel portarsi nella metà campo avversaria, anche a causa di una serie di errori tecnici, l'Hellas ha serrato i raghi rischiando però di capitolare sul colpo di testa di Romagnoli al 37', che non ha inquadrato lo specchio della porta. Nel finale la sfida si è fatta un po' più equilibrata, con i padroni di casa che hanno chiuso in avanti e i veronesi che si sono difesi con maggiore concentrazione. 

La ripresa si è aperta con la conclusione mancina e centrale di Amrabat e quella fuori di non molto di Bonaventura, ma a dare i maggiori segni di vivacità è stato comunque l'Hellas, tornato sul terreno di gioco con le idee più chiare, nonostante qualche errore di troppo in fase di costruzione. Ritrovata la propria sfrontatezza, la squadra di Juric ha ricominciato a macinare, cogliendo al 52' il palo con il colpo di testa di Pessina, imbeccato in area dal solito Lazovic, mentre due minuti dopo è stato Verre a giovare dell'inserimenti del numero 32, senza però riuscire a trovare la porta. I rossoneri non hanno però rinunciato ad attaccare e al 58' hanno portato al tiro Calabria da dentro l'area, ma la sfera è terminata sul fondo, così come due minuti prima il tentativo di Calhanoglu. Contro un Milan volenteroso ma un po' impacciato, i gialloblu hanno cercato di mettere a segno il colpo del KO, sfruttando anche gli errori in costruzione degli avversari. Una bella combinazione in area ha portato al tiro Zaccagni al 63', che a sua volta ha colto il legno. Poco più di un minuto dopo invece il colpo di testa di Rrahmani, ha scatenato un parapiglia in area milanista, che si è concluso con un goffo rinvio sul volto di Gunter e la sfera uscita di pochi centimetri. 
Ma al 68' è arrivato l'episodio che ha deciso la partita e aiutato i rossoneri ad uscire da un momento complicato. Un fallo di Amrabat su Castillejo è stato rivisto al VAR dall'arbitro Chiffi, che l'ha considerato meritevole del rosso diretto: un intervento certamente duro che forse il direttore di gara ha punito troppo severamente, considerando anche il fatto che il centrocampista del Verona sembra accorgersi solo all'ultimo della posizione dell'avversario. A quel punto la squadra di Pioli ha attaccato a testa bassa, mentre gli ospiti hanno alzato le barricate per cercare di portare a casa l'ennesimo risultato utile. I rossoneri hanno provato a spostare la palla da una parte all'altra per trovare spazi, sfruttando anche la buona giornata di Calabria, che al 70' è andato nuovamente al tiro senza successo, mentre al 78' il suo assist ha costretto al difesa ad un difficile salvataggio. In difficoltà nel portare la sfera fuori dalla propria metà campo, gli scaligeri hanno rischiato su Castillejo (79') e Leao (85'), mentre Hernandez al 91' ha calciato fuori, dopo un dubbio contatto tra Calhanoglu e Borini in area rossonera, che Chiffi non ha neppure guardato al VAR. Quattro i minuti di recupero, poi diventati cinque ed infine sei per le "curiose" decisioni del direttore di gara, che ha aumentato il minutaggio per il cambio di Daniel Maldini (la terza generazione della storica famiglia legata al club milanese) e per alcune perdite di tempo dei gialloblu. 
Al 92' la clamorosa occasione per i padroni di casa, con Silvestri che ha respinto il tiro di Hernandez, favorito da un liscio di Veloso. Per il tap in però è arrivato Castillejo, ma la sua conclusione è stata deviata sul palo da Kumbulla, dopodiché ci ha provato Leao da due passi, respinto però da Gunter. 

L'Hellas Verona non è riuscito a sfatare dunque la maledizione di San Siro, dove non ha mai vinto, ma ha portato a casa un punticino con le unghie e con i denti. La squadra di Juric non è apparsa sempre brillante e lucida, e anche in parità numerica ha sofferto gli avversari in alcune fasi. Gli errori in fase di costruzione soprattutto sono stati più numerosi rispetto al solito, mentre la difesa è sembrata reggere comunque abbastanza bene, nonostante alcune incertezze. 
La difficile settimana del Verona è dunque iniziata con un pareggio e proseguirà con la sfida di mercoledì sera sul campo della Lazio per il recupero di campionato.

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