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Sergio Pellissier, Milan - Chievo Verona, Ansa Foto Matteo Bazzi

Sergio Pellissier, Milan - Chievo Verona, Ansa Foto Matteo Bazzi

Milan - Chievo Verona 3-1 | Indomito Pellissier, ma non basta: fa freddo all'inferno (-1)

Non è bastata la rete del capitano dei clivensi per riaprire una partita giocata spesso ad inseguire gli avversari. La classifica resta critica e ora la panchina di mister D'Anna traballa

Il Chievo non riesce a risorgere, era difficile a San Siro certo, rimediando contro il Milan l'ennesima batosta stagionale. Una sconfitta che avrebbe potuto essere anche più pesante nel risultato, ma come sempre a preoccupare è anzitutto la scarsa qualità del gioco espresso dalla squadra di D'Anna. Le scuse non mancano, a cominciare dalle tante assenze e dalla forza degli avversari, ma i gialloblu hanno confermato anche in questa gara i tanti, troppi limiti già evidenziati in altre occasioni. A cominciare da un atteggiamento che, al netto dell'impegno che non pare mai mancare, nei fatti si è rivelato ancora una volta troppo rinunciatario, attendista e quasi impaurito. 

La cronaca e il tabellino del match

La sfida per il Chievo si è subito messa sul binario sbagliato: al 3° di gioco Bonaventura si è reso pericoloso con un gran tiro mancino devìato in corner dall'ottimo Sorrentino. Un minuto dopo, sugli sviluppi di un cross dalla destra di Biglia, Kessie ha avuto sui piedi la palla del vantaggio: tiro mancino forte, ma Sorrentino ci ha messo una pezza. Dopo una lunga fase di possesso palla rossonero, con il Chievo rintanato nella propria metà campo, al 18° è arrivata una nuova occasionissima per i padroni di casa: gran tiro da fuori area del solito Bonaventura, respinta miracolosa di Sorrentino con palla che è però finita sui piedi di Calhanoglu, nuova conclusione a botta sicura, ma gioia del goal negata al turco dall'intervento sulla linea di Depaoli.

Al 26° è arrivato il momento di svolta del match: cross dalla fascia sinistra di Zapata verso il centro dell'area e palla che è giunta sui piedi di Suso, dopo un'incredibile incomprensione difensiva tra Sorrentino e il suo compagno di squadra Bani. Lo spagnolo del Milan è stato quindi bravo a servire in ottima posizione Higuain che, con un tiro potente e preciso, ha trafitto l'incolpevole estremo difensore del Chievo. Vantaggio meritato per i padroni di casa e ospiti in crisi. Nessuna vera reazione da parte dei clivensi e Milan che ha così potuto continuare a crescere fino a trovare la via del raddoppio. Anche in questo caso, dormita collettiva della difesa clivense che, al minuto 33°, si è scordata di marcare al limite dell'area un certo Higuain, pescato alla perfezione da Suso con un passaggio filtrante centrale. L'argentino ex Juve ha così potuto in piena libertà scaricare alle spalle di Sorrentino il pallone che gli è valso la quarta marcatura in campionato. Chievo spacciato? Quasi, perché, complice un eccessivo rilassamento da parte della squadra di Gattuso, i ragazzi di D'Anna hanno sul finire di tempo tirato fuori il meglio, arrivando persino vicini alla rete al minuto 45° con una splendida girata al volo di Birsa che, forse, avrebbe meritato maggiore fortuna.

Dopo l'intervallo, la musica in campo non è però cambiata: al 49° la prima palla goal è stata per l'esterno capitano del Milan Ignazio Abate che ha scaldato i guantoni di Sorrentino con un bel tiro/cross dalla destra. Al 55° è arrivato il sigillo al match da parte di Jack Bonaventura, bravo e fortunato nel freddare per la terza volta Sorrentino con un tiro mancino dal limite e la complicità della decisiva deviazione di Rossettini. Anche in questo caso il Milan ha commesso l'errore di "tirare i remi in barca" troppo presto e, dopo un disimpegno sbagliato di Kessie, il Chievo ha trovato la via della rete grazie a una splendida giocata del suo capitano Sergio Pellissier al 62°. Non sono però poi bastati i nuovi innesti di Jaroszynski, Pucciarelli e Kiyine per consentire agli ospiti di rientrare davvero in partita.

Il Chievo incassa quindi la sua sesta sconfitta stagionale, a fronte di una classifica che continua a raggelare gli animi. Serve una vittoria per tornare in corsa e cercare di guadagnarsi una salvezza che finora pare restare un lontano miraggio. D'Anna è sempre più in bilico, decisiva sarà la sosta per le nazionali, ma soprattutto la gara di domenica 21 ottobre, quando al Bentegodi arriverà l'Atalanta.

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