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La violenza non ci sta, impariamo dall'estero

La violenza non ci sta, impariamo dall'estero

La violenza non ci sta, impariamo dall'estero

Il sasso contro il bus dell'Hellas ha riaperto una ferita che sembrava chiusa

Contestare è lecito, quasi un dovere di chi paga il biglietto per uno spettacolo ed invece assiste ad una farsa, ma se, nel nome della contestazione, si passa ad atti di violenza allora c’è qualcosa che non funziona.
 
Il sasso lanciato domenica contro l’autobus dell’Hellas non ci sta. Non ci sta perché la violenza non fa parte di quel calcio e di quel tifo che tutti noi vorremmo avere. Inutile prendere come esempio gli stadi e le tifoserie dei campionati inglese e spagnolo se dopo, alla prima occasione ci comportiamo diversamente.

In Spagna il massimo gesto di contestazione è lo sventolìo di un fazzoletto bianco, la cosiddetta "panolada". In Inghilterra, dopo i bui anni ottanta, adesso i tifosi si limitano a fischiare la loro squadra, oppure, al massimo, si girano per alcuni minuti dando le spalle al campo. Ma in quei campionati che tanto ammiriamo non esistono più atti di pura intimidazione come quello accaduto domenica scorsa contro il bus dei gialloblù.

Torniamo a dire che comunque la contestazione ci sta, è lecita, ed è un sacrosanto diritto della tifoseria, ma nella giusta misura. Da mesi, troppi mesi, addirittura da prima della sosta natalizia, in Curva Sud, quella dove i tifosi amano l’Hellas più della loro stessa madre, si sentivano mugugni e lamentele. A molti il gioco dei gialloblù non piaceva, ed in molti avevano strani, neri, presagi. Ma finchè la squadra faceva risultato tutti zitti.

Adesso che la ruota è girata i “butei” sono sbottati. Il problema è che il modo con cui l’hanno fatto li ha fatti passare dalla ragione al torto. Ed adesso? Il presidente Martinelli ha dichiarato che andrà avanti per la sua strada, speriamo però che qualcosa cambi nello spogliatoio gialloblù e si torni almeno a fare risultato, perché la paura è che, come il presidente, anche quei tifosi che contestano con modi che non vanno proprio bene vadano avanti per la loro strada.

Il nostro, più che altro, è un appello, prima di fare un gesto simile, ripensiamo ai tanto adorati campionati inglese e spagnolo e godiamoci il calcio per quello che è, uno spettacolo… anche se a volte il finale non ci piace!
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