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I gialloblu tirano fuori l'orgoglio e Valoti stende il Toro allo stadio Bentegodi

Con un gol per tempo il giovane centrocampista ha mandato al tappeto i granata, che con Niang avevano agguantato il pari. Buona la prova dell'Hellas sotto il profilo dell'atteggiamento, mentre resta da rivedere la fase di costruzione del gioco

L'Hellas Verona batte un colpo nella ventiseiesima giornata di Serie A e, dopo tre sconfitte consecutive, batte il Torino 2-1 al Bentegodi, rilanciando le proprie ambizioni di salvezza. 

Dopo un inizio equilibrato, la maggior determinazione dei gialloblu ha permesso loro di mettere in difficoltà gli avversari, apparsi sorpresi dall'atteggiamento battagliero dell'undici di casa. All'11 Kean ha provato a cavalcare il momento sfondando in area dalla sinistra, ma il suo tentativo di assist è stato messo in corner. Dal seguente tiro dalla bandierina però, la sponda di Vukovic ha trovato Valoti attento e pronto a superare Sirigu. I granata allora hanno provato a reagire, ma al 14' la conclusione da lontano di Niang è andata solo vicino alla porta di Nicolas. 
Aggressivo e determinato, il Verona è riuscito in questa fase a fermare sul nascere le azioni della formazione di Mazzarri e a non andare in affanno in difesa. Il pressing sulla trequarti avversaria ha impedito al Torino di costruire una manovra fluida, ma questo non è bastato ai padroni di casa per riuscire a rendersi pericolosi sotto porta. Non particolarmente brillante in fase conclusiva, al 28' Belotti si è avventato su una palla vagante in area, sfruttando l'indecisione della difesa scaligera, scagliandola però sopra la traversa. 
Nonostante l'ottimo atteggiamento, l'Hellas ha mostrato ancora una volta tutti i suoi limiti in fase di costruzione, che lo hanno portato una sola volta a concludere verso la porta difesa da Sirigu, in occasione del gol di Valoti. Numerosi gli errori in fase di uscita dalla propria trequarti, che in alcune occasioni hanno anche rischiato di "armare" il contropiede ospite, con il centrocampo che ancora una volta ha faticato a dettare i tempi. 

Nella ripresa i gialloblu sono partiti con lo stesso spirito dei primi 45 minuti, con Petkovic che ha chiamato l'estremo difensore granata ad un grande intervento per non veder aumentare il passivo. Al 49' però, una brutta palla persa da Calvano sulla trequarti avversaria, ha dato il via al contropiede del Toro con i gialloblu mal posizionati: Iago Falque ha così potuto servire Niang, tenuto in gioco da Verde, che col destro ha superato Nicolas. 
Incassato il colpo, il Verona è rimasto frastornato, faticando a riproporre la stessa pressione della prima parte del match e rischiando ancora su contropiede avversario al 60', con Verde che è riuscito a metterci una pezza e ad evitare il ribaltone. Meno determinati, i gialloblu hanno tirato un sospiro di sollievo anche sulla girata di Nkoulou dall'interno dell'area, finita alta sul fondo. 
In difficoltà a centrocampo, Pecchia allora ha deciso di affidarsi a Franco Zuculini (entrato al 66' per Verde) e Fossati (dal 76' per Calvano), ritrovando quell'equilibrio e ricominciando così a farsi vedere in prossimità dell'area piemontese. Al 71' è stato Kean a provare la conclusione da posizione difficile, dopo un bel movimento negli ultimi 16 metri, mentre al 77' Petkovic si è smarcato al limite con una bella finta e ha calciato poi di sinistro. Sirigu in tuffo è riuscito a respingere, ma niente ha potuto sul tap in di Valoti, che ha firmato così la sua prima doppietta in Serie A. 
Con la forza della disperazione il Toro ha iniziato a caricare a testa bassa, mentre i gialloblu cercavano di tenere la palla lontana dalla propria porta senza rinunciare ad attaccare. Così all'87 Ljajic ha visto il suo tiro respinto dalla difesa, mentre il colpo di testa di Berenguer al 91' è risultato troppo debole. Sul successivo ribaltamento di fronte invece Nkoulou ha salvato all'ultimo su Petkovic, dopo una bella azione personale della punta scaligera. 

LA CRONACA E IL TABELLINO

L'Hellas Verona riesce a riscattarsi dopo tre prestazioni deludenti e ad avvicinare le avversarie per la salvezza, nonostante gli evidenti limiti nella fase di possesso palla. A fare la differenza è stato l'atteggiamento e l'aggressività messa in campo dai gialloblu, che solo nella fase finale del secondo tempo hanno permesso ai loro avversari di schiacciarli in area di rigore. Il pressing alto e spesso ben coordinato degli uomini di Pecchia, gli ha permesso di "sporcare" la manovra avversaria e di respingere gli attacchi granata, senza mettere troppo sotto pressione la difesa, andata in difficoltà più che altro sulle ripartenze avversarie che hanno sorpreso il centrocampo scoperto. 
Per quanto riguarda la fase di possesso palla, nonostante qualche piccolo miglioramento sia stato registrato, il Verona appare ancora in difficoltà. Scambi a volte troppo imprecisi e uscite azzardate dalla difesa, hanno creato qualche attimo di panico tra il pubblico scaligero, mentre l'idea di gioco non sembra ancora ben radicata nella mente della squadra, che si affida più che altro alle giocate dei singoli che alla manovra. Positivi i ritorni in campo di Franco Zuculini e Fossati, che sono riusciti a dare il proprio contributo in una fase delicata della gara. 
Pecchia quindi può ripartire dalla fase di non possesso per preparare l'importantissima sfida di domenica prossima in casa del Benevento: quando l'Hellas gioca con la giusta determinazione infatti riesce a non farsi schiacciare, rischiando di conseguenza molto meno. Ciò su cui il tecnico deve ancora lavorare parecchio è la fase di costruzione, che ancora non convince e fatica a mettere le punte in condizione di rendersi pericolose. 

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