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Hellas Verona: la serie A ora è più vicina, ma è ancora presto per festeggiare

A 10 giornate dalla conclusione, nonostante l'aggancio al Livorno al secondo posto, è vietato illudersi. Preoccupano i troppi infortuni (da valutare le condizioni di Martinho uscito dopo 38' a Lanciano), una condizione fisica poco brillante e nuovamente alcune scelte di Mandorlini: perché avanzare Cacciatore davanti alla difesa?

Il Verona vincendo a Lanciano ha addentato una grossa fetta di A, ma è ancora presto per stappare lo spumante e dare il via ai brindisi. Certo d’ora in poi l’Hellas sarà padrone del proprio destino, infatti nei confronti del Livorno (agganciato al secondo posto) potrà far valere il vantaggio nei confronti diretti, in caso di arrivo sulla stessa linea. Insomma la classifica reale parla di un ex aequo a quota 60 ma è come se il Verona avesse un punto di vantaggio. Certo un margine virtuale e che non dà certezze a 10 giornate dalla conclusione della stagione regolare. Ma psicologicamente i toscani potrebbero accusare il colpo come il ciclista che dopo una lunga fuga viene ripreso.

TANTI ASSENTI - Meglio non illudersi però e neanche cullarsi troppo sugli allori, peraltro cosa impossibile anche volendo visto che già domenica si tornerà in campo (al Bentegodi ci sarà il Crotone). E non si saprà su quali uomini Mandorlini potrà contare. Di sicuro mancheranno ancora Hallfredsson e Bacinovic (via con le nazionali), e andranno valutate le condizioni di Sgrigna, Laner, Carrozza (già assenti ieri) e di Martinho (e forse pure Rivas), uscito acciaccato dalla sfida di Lanciano. Sarà fondamentale avere a disposizione soprattutto l’ex bianconero del Cesena, che ormai è il vero fulcro della squadra (gol a parte). Il brasiliano è un po’ il capocordata di questo Verona impegnato nella scalata verso la A. Uscito lui la squadra ha fatto fatica ad avanzare verso la porta del Lanciano, subendo in pochi minuti il pari degli abruzzesi. Ma sarebbe un peccato eventualmente perdere anche Rivas che ha fatto venire il mal di testa ai difensori di Gautieri. Viene da chiedersi perché un giocatore in questo stato di forma abbia avuto, recentemente, uno spazio davvero esiguo da parte di Mandorlini (ultima volta da titolare col Vicenza). Avevamo già sottolineato al riguardo l’illogicità dei 5 minuti che gli aveva concesso il mister col Livorno. L’ex Varese ha dimostrato di meritare più spazio e una maglia da titolare, anche se  Gomez martedì sera (partendo da sinistra per poi accentrarsi) ha dato segnali di ripresa almeno per mezz’ora sfiorando tre volte il gol, prima di sparire dai radar della partita forse condizionato da una botta presa alla spalla. Ma tutto il Verona è calato alla distanza e non è la prima volta. La condizione fisica, non certo brillante, suscita qualche perplessità ricordando anche il finale sulle gambe di molti giocatori nella passata stagione.

IMPERSCRUTABILE - Non hanno convinto, tanto per cambiare, ancora una volta alcune decisioni di Mandorlini come sostituire l’infortunato Martinho con Bianchetti con il risultato di collocare fuori ruolo  (esterno a destra) il giovane centrale subentrato e Cacciatore, avanzato come play davanti alla difesa (esperimento da non ripetere più). Questo per l’indisponibilità del mister a rinunciare al 4-3-3: sarebbe stato più semplice passare al 4-4-2 inserendo Cacia al posto di Martinho arretrando sulle fasce Rivas e Gomez. Anche perché Cacia si è dimostrato fondamentale ancora una volta, prima procurandosi e poi trasformando il rigore. Ferrari garantisce tanta buona volontà ma ha  confermato di non avere l’istinto del goleador. Resta tanto lontano dall'area quanto un automobilista senza pass da una zona Ztl. Per centrare il bersaglio della A serve un bomber in campo. Come una gestione più razionale di una rosa che, anche ieri in una situazione di grande emergenza, ha dimostrato di non avere eguali in questo campionato per quantità e qualità. Merito dell’eccellente lavoro svolto in estate e a gennaio dal presidente Setti e dal ds Sogliano.

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