Silvestri congela il risultato e l'Hellas Verona può tornare alla vittoria

Henderson e Di Carmine hanno ribaltato il gol di Melchiorri, mentre il portiere prima ha parato il rigore di Vido e poi ha negato a Dragomir la gioia del gol con un doppio intervento prodigioso

Un mese dopo l'ultima, l'Hellas Verona torna alla vittoria superando per 2-1 il Perugia davanti al proprio pubblico nella nona giornata di Serie B, accorciando così sul Pescara primo in classifica. 

Anche in questo match la squadra di Fabio Grosso è partita con personalità, cercando di soffocare i palleggiatori avversari nella loro metà campo e riuscendo a creare un po' di scompiglio sulla corsia di destra, grazie soprattutto ai movimenti di Crescenzi e Ragusa. Gli umbri però, sotto la guida di Alessandro Nesta, si sono compattati velocemente, negando gli spazi agli avversari e provando sfruttare la velocità degli attaccanti. Nella prima fase dunque i ritmi non sono stati particolarmente alti, con il Verona in grado di rendersi pericoloso principalmente con le palle inattive, mentre imprecisioni e lentezza non consentivano alla manovra scaligera di spostare il pallone alla giusta velocità. Le due principali occasioni sono state dunque il colpo di testa fuori bersaglio di Zaccagni (18') e la punizione parata di Balkovec (24'), dopodiché è stato Melchiorri a beffare Silvestri con un delizioso pallonetto (26'), mostrando ancora le difficoltà della difesa scaligera su contropiedi ed imbucate centrali. Il Verona ha provato allora a reagire, faticando però ad ingranare, e al 34' quasi Vido non ne ha approfittato su un'altra ripartenza, ma dopo aver provato ad aggirare l'estremo difensore di casa ha calciato fuori. Negli ultimi minuti della prima frazione gli assalti gialloblu si sono fatti più concreti, ma il pericolo è arrivato ancora da calcio da fermo: al 40' è stato Caracciolo a sparare alto sugli sviluppi di un corner, mentre due minuti dopo la splendida punizione di Henderson ha rimesso le cose in parità per i ragazzi di Fabio Grosso, rientrato negli spogliatoi non soddisfatto. 

LA CRONACA E IL TABELLINO

Ad inizio ripresa l'Hellas è apparso più deciso e rapido, con il Perugia che ha iniziato a vacillare in difesa sotto le folate scaligere, che al 51' hanno portato al gol dell'ex di Di Carmine, che con un colpo di testa beffardo ha superato Gabriel. Sotto di una rete gli umbri hanno iniziato a slacciarsi, portando Melchiorri vicino alla porta già al 54', ma l'attaccante non è riuscito a centrare il bersaglio. Sempre in sofferenza sulle imbucate centrali, il Verona ha rischiato di sciupare tutto al 59', quando Balkovec ha steso Vido in area: lo stesso attaccante è andato poi sul dischetto, ma Silvestri ha intuito e respinto. Il portiere gialloblu è stato grande protagonista anche nel finale, mentre i suoi compagni hanno faticato ad approfittare degli spazi inevitabilmente lasciati dagli ospiti: al 74' ha parato l'incornata di Melchiorri, a cui è seguita quella di Marrone dall'altra parte e uscita di pochissimo; ma il capolavoro del portiere è arrivato all'86', quando ha detto di No con un doppio, grande, intervento su Dragomir, che da posizione ravvicinata e di testa ha fatto tremare il Bentegodi. Lo stesso centrocampista ci ha riprovato subito dopo, ma anche stavolta senza fortuna. 

Sudando le proverbiali sette camicie e soffrendo insieme al proprio pubblico, l'Hellas Verona ha ritrovato quel successo che mancava dalla partita casalinga con lo Spezia. I problemi di questa squadra però non sembrano ancora risolti: la circolazione di palla è ancora troppo lenta e previdibile, impedendo così di mettere in moto gli attaccanti. La fase difensiva invece soffre spesso nelle vie centrali, soprattutto se gli attaccanti la mettono sul piano della rapidità di scambi e gambe. 
Grosso ha poco tempo però per trovare le giuste soluzioni: già martedì sera infatti gli scaligeri scenderanno in campo contro l'Ascoli. 

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