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Il Napoli domina sul terreno del Bentegodi e l'Hellas è costretto alla sconfitta

Il secondo anticipo della seconda giornata di Serie A si conclude con il 3-1 in favore della squadra di Sarri, con Pazzini tenuto fuori da Pecchia e buttato nella mischia solo dopo la terza marcatura ospite

Non inizia certamente nel migliore dei modi il campionato di Serie A 2017/2018 dell'Hellas Verona, che viene battuto in casa per 3-1 dal Napoli, al termine di una partita che ha visto gli ospiti comandare il gioco per la maggior parte del tempo. 

PRIMO TEMPO - Pecchia sceglie di iniziare la partita tenendo Pazzini in panchina e schierando in attacco Verde, Bessa e Cerci, nel tentativo di non dare punti di riferimento agli avversari e ripartire con maggiore velocità. La superiorità tecnica della banda di Sarri però appare chiara fin dalle prime battute: il fraseggio degli azzurri e la pressione portata ogni volta che è stata persa la sfera, sono stati sufficienti per garantire loro la supremazia territoriale, con Insigne che già al 3' ha costretto Nicolas alla parata. Concentrato nel non lasciare spazi, l'Hellas ha poi faticato in fase di disimpegno e ripartenza, mentre gli ospiti hanno fin da subito cercato di sfruttare gli esterni per allargare le maglie gialloblu. Gioco che al 18' e al 19' ha messo Insigne nelle condizioni di accentrarsi dalla sinistra per provare il tiro, terminato prima alto e poi bloccato da Nicolas. 
Gli scaligeri si sono fatti vedere per la prima volta in area ospite al 24' con una bella combinazione sulla destra, che ha portato Romulo a scaricare per Bessa, il cui potente destro non ha però trovato la porta. Al 26' invece è Heurtaux a rischiare la frittata con un sanguinoso pallone perso sulla trequarti che ha favorito il 3 contro 2 partenopeo, non finalizzato nel migliore dei modi da Callejon, il cui tiro è diventato preda dell'estremo difensore veronese. 
Il vantaggio ospite però è stato solo rimandato: al 32' Nicolas non trova la palla in uscita su corner, che carambola sui piedi di Souprayen per finire poi in porta. Nell'occasione i giocatori dell'Hellas hanno protestato con l'arbitro Fabbri per una presunta spinta di Koulibaly sul portiere veronese: il direttore di gara però non si è nemmeno recato a visionare le immagini, nonostante i replay mostrino una mano galeotta del napoletano sulla spalla del portiere, la cui intensità del gesto resta dubbia. 
I padroni di casa provano allora a rianimarsi, ma al 39' arriva la seconda doccia fredda, quando Insigne intercetta un appoggio corto di Romulo e parte in contropiede, salvo poi offrire un assist al bacio a Milik che di prima non sbaglia. I gialloblu poi hanno subito provato a reagire: al 42' con Cerci, che ha visto Reina mettere in corner il suo sinistro da posizione defilata, poi con Caceres che di testa non è riuscito a trovare la porta. 

LA CRONACA E IL TABELLINO DEL MATCH

SECONDO TEMPO - Nella ripresa i padroni di casa hanno provato ad alzare il ritmo e la difesa azzurra già al 50' si è trovata ad allontanare con affanno un pericoloso cross dalla destra di Caceres. Sette minuti dopo, Bessa con un gran lancio ha pescato Verde in area che di prima ha provato a prendere in contro tempo Reina con il sinistro, ma sulla corta respinta del portiere nessun galloblu si è fatto trovare pronto a respingere in rete. 
Dopo aver tirato il fiato per qualche minuto, il Napoli ha ripreso a premere sull'acceleratore, seppur senza la continuità dei primi 45 minuti, mentre in casa scaligera altri disimpegni errati hanno tenuto col fiato sospeso i tifosi. Al 57' è Chiriches ad andare vicino al terzo gol di testa, con anche in questo caso (ma questa volta decisamente evidente) una carica di Koulibaly su Nicolas in uscita. Al 60' è stato invece l'errore in fase di passaggio di Ferrari a mettere Milik in condizione di tirare, mentre un minuto dopo il neoentrato Mertens ha subito scosso i suoi con una conclusione da fuori, ma in entrambi i casi il portiere dell'Hellas si è fatto trovare pronto. E subito dopo, al 62', ecco arrivare la rete che ha chiuso il match: Nicolas stoppa Mertens con un'uscita coraggiosa dopo un bello scambio, ma Ghoulam si è fatto trovare pronto per ribadire in rete. 
Intontito dl terzo gol, il Verona ha poi rischiato il tracollo: al 77' è Heurtaux a salvare sulla linea e un minuto dopo Nicolas deve dire un'altra volta no ad Insigne. Ma all'82' arriva la scossa, tardiva, per gli scaligeri: Hysaj atterra in area Bessa davanti a Reina e Fabbri non può non espellere il terzino e concedere il penalty. Sul dischetto va Pazzini (messo in campo con troppo ritardo) che non sbaglia. 
Solo nel finale l'Hellas trova il coraggio per gettarsi in avanti: all'86' Reina chiude all'ultimo su Pazzini senza riuscire ad evitare il corner, sul cui traversone si avventa Caceres spendendo la sfera fuori di poco. L'ultima occasione, arrivata al 90', è per la testa di Valoti, ma anche in questo caso il pallone non ha trovato la porta. 

Si tratta solamente della prima partita di campionato, ma Pecchia nelle prossime settimane avrà molto da lavorare per limare i difetti di questa squadra, a partire dai disimpegni in fase difensiva, troppo spesso sbagliati e/o pericolosi, che sono diventati ottime occasioni per gli avversari. Senza contare che proprio queste difficoltà di fraseggio, penalizzano le ripartenze e quindi la fase offensiva. Anche dal punto di vista caratteriale occorre compiere un ulteriore passo in avanti: sovente l'undici veronese è apparso in balìa di un avversario senza dubbio più forte, ma che poteva essere messo più sotto pressione con la giusta dose di cattiveria agonistica. Inoltre la scelta di Pecchia di lasciare fuori il suo unico centravanti, Giampaolo Pazzini, è forse anche condivisibile per cercare di prendere in velocità gli ospiti, ma una volta subito il 2-0 ci si aspettava di vedere il Pazzo in campo già ad inizio ripresa e non solamente al 72', a risultato oramai segnato. 
Una nota infine sull'arbitro Fabbri. Forse la spinta di Koulibaly sulla prima rete non era comunque da sanzionare, ma dal momento che c'è la possibilità di visionare le immagini grazie alla VAR, e contando che è sempre l'arbitro ad avere l'ultima parola, non valeva forse la pena servirsene per togliere ogni dubbio, invece di non guardare nemmeno? Una scelta che lascia un po' perplessi, come del resto l'operato del direttore di gara (che non ha comunque influito sui meriti delle due squadre), troppo spesso impegnato ad arbitrare "all'europea" o "all'inglese" (a seconda delle correnti di pensiero) al punto di lasciar andare su contatti che fracamente sembravano falli decisamente evidenti. 
L'occasione di rifarsi per gli uomini di Pecchia arriverà già il 27 agosto, quando l'Hellas farà visita al Crotone per un match che odora già di scontro salvezza. 

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