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Cosa ha sbagliato Mandorlini e perchè questo Verona gioca sempre con la trazione anteriore

Anche col Sassuolo l'Hellas ha dominato (la vittoria sarebbe stata meritata), quando Mandorlini ha rinunciato al 4-3-3 prima mandando in campo Ferrari e poi Rivas per un ultraoffensivo 4-2-4. La squadra pare in buona condizione fisica, mentre Gomez continua a deludere

"Squadra che vince non si tocca", recita un vecchio adagio calcistico. In tempi di turnover si potrebbe rendere più moderno dicendo: "modulo che fa vincere non si cambia". Non la pensa così Mandorlini ovviamente. Domenica col Crotone il Verona aveva rimontato nel momento in cui il mister aveva deciso di schierare i gialloblù con le due punte e il trequartista.

SCELTE DISCUTIBILI - Sarebbe stato naturale ripartire nello stesso modo ieri a Modena contro la capolista Sassuolo. Ed invece il tecnico ha pensato bene di tornare al 4-3-3, al quale non sa rinunciare come certi anziani al cappello. E ancora una volta la scelta del tecnico stava per costare cara al Verona apparso a lungo in balia degli emiliani nel primo tempo. Questo perché Sgrigna, nuovamente schierato largo a sinistra nel tridente offensivo, è stato costretto più ad arretrare per dare una mano ad Agostini, in difficoltà davanti agli assalti di Gazzola e Berardi, che a sostenere Cacia, rimasto così troppo solo. Come peraltro era già successo al Bentegodi col Crotone. Anche per l’assoluta inconsistenza di un Gomez che sta diventando un vero e proprio caso. La sua costante presenza in campo è ingiustificata alla luce dal rendimento che sta fornendo da inizio campionato. In questa occasione è risultato pure dannoso con il rigore sbagliato (non basta l’assist in occasione del pareggio per evitargli l’ennesima piena insufficienza). Ma Mandorlini continua a dare opportunità all’argentino: misteri del calcio.

UNA MARCIA IN PIU' - Per fortuna almeno il mister ha rivoluzionato l’assetto tattico consentendo al Verona di decollare. A conferma di come fosse sbagliata la sistemazione iniziale. Prima con l’ingresso di Ferrari (passaggio al 4-3-1-2) e poi con l’inserimento di Rivas (4-2-4), l’Hellas è diventato l’assoluto padrone del campo. E sicuramente alla fine avrebbe meritato il successo. Ma perché regalare ogni volta almeno 65’ agli avversari? Il Verona sembra un po’ il tennista che rischia quando si limita al palleggio da fondocampo, mentre prende a pallate l’avversario quando gioca a braccio sciolto. Il Sassuolo, in tutto il secondo tempo, non è stato più in grado di ripartire, grazie anche a un Hallfredsson che sta tornando il baluardo insuperabile della passata stagione. E conforta questa crescita dell’islandese a livello fisico: l’anno scorso l’Hellas crollò nel finale con il suo calo. E rispetto a dodici mesi fa pare migliore la condizione atletica di tutta la squadra, fattore importante in considerazione della dispendiosa volata che attende Maietta e compagni. Perché il Livorno non perde terreno, mentre l’Empoli si è rifatto sotto a -8. Quasi certamente ci sarà da correre fino all’ultima giornata. Magari rinunciando al 4-3-3 e, in certe partite (o almeno in parte di esse) a Gomez. Non sono certo le alternative che mancano a questa squadra (pertanto anche l’infortunio di ieri di Moras non preoccupa eccessivamente), costruita in maniera impeccabile da Setti e Sogliano.             

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