L'Hellas va in vantaggio e viene rimontato, ma Veloso inchioda l'Inter sul pareggio

È un punto meritato quello ottenuto dai ragazzi di Juric, che hanno giocato a viso aperto fin dai primi minuti riuscendo a creare diverse difficoltà alla squadra di Conte, che fino all'86' aveva però accarezzato la vittoria

L'esultanza di Veloso dopo il gol

È finita con un pareggio per 2-2 la sfida dello stadio Bentegodi tra Hellas Verona ed Inter, che ha chiuso la trentunesima giornata di Serie A.

Neppure il tempo di prendere confidenza con la partita, che Lazovic, schierato un po' a sorpresa da Juric sulla linea dei trequartisti, si è liberato agevolmente di Skriniar dopo essere stato lanciato da Dimarco (autore di una buona partita) e battuto poi Handanovic sul suo palo con un forte destro. Partita forse non con la solita aggressività, la formazione di Conte ci ha messo un attimo a mettersi in moto, mentre i padroni di casa cercavano di impostare il proprio gioco. I nerazzurri allora hanno cercato di chiudere le linee di passaggio, prendendo poi in mano le operazioni, potendo contare sulla buona serata di Sanchez e anche di Lukaku. Il Verona ha chiuso bene gli spazi centrali e tenuto d'occhio gli esterni, con Young e soprattutto Candreva che cercavano di rendersi pericolosi. Le migliori occasioni però le hanno create gli scaligeri: al 19' Veloso si è liberato della marcatura con una finta e dal limite ha colto il palo alla sinistra di Handanovic; al 20' Dimarco ha calciato al volo da appena dentro l'area il servizio di un ottimo Amrabat, sfiorando lo stesso palo; subito dopo, prima Pessina quasi non approfitta di una brutta palla persa sulla trequarti e successivamente De Vrij è riuscito a deviare un assist ben indirizzato di Dimarco, che è stato poi parato. 
Con questa disposizione, più che le solite combinazioni laterali, l'Hellas si è appoggiato spesso sui trequartisti, in particolare su Pessina, che tagliando alle spalle di Brozovic riusciva a trovare lo spazio per la giocate. Ha funzionato bene nonostante il cambio posizione di Lazovic, anche la rivisitazione della catena di sinistra.
Assorbito lo spavento, l'Inter si è rimessa in carreggiata e al 26' la sponda di Lukaku ha armato il destro di Gagliardini, risultato però centrale. Dopo il cooling break, De Vrij è stato messo a chiuedere proprio su Pessina e i nerazzurri hanno provato a spingere, ma senza creare particolari pericoli. Silvestri alla mezzora ha alzato sopra la traversa una punizion centrale di Sanchez, mentre Brozovic ci ha provato due volte da fuori senza inquadrare il bersaglio. Grazie anche al lavoro e alla regia dei due mediani, il Verona ha concesso pochi spazi nonostante la spinta dell'Inter si fosse fatta più continua, mostrando anche fasi di ottimo palleggio che al 43' ha portato Veloso al cross dalla sinistra, sul quale però nè Pessina, nè Faraoni, sono riusci a trovare la deviazione vincente. 

Nella ripresa gli uomini di Conte hanno aumentato la concetrazione e, dopo aver rischiato di subire la seconda rete in disimpegno, Sanchez ha mandato Candreva al tiro da fuori, trovando però l'ottima risposta di Silvestri. I nerazzurri allora si sono appoggiati su Lukaku: spalle alla porta il gigante belga è stato spesso un rebus per la difesa scaligera e al 49' è riuscito a girarsi e a calciare dall'interno dell'area, la deviazione del marcatore ha fatto però carambolare la palla sul palo e poi sui piedi di Candreva, che non ha sbagliato il tap-in. Feriti, i padroni di casa ha ricominciato a portare il loro pressing alto, per cercare di impedire le ripartenze dal basso degli avversari, con Juric che ha mandato in campo Di Carmine per Stepinski, autore di una gara di grande lavoro. L'Inter però ha alzato i ritmi e una volta saltata la prima marcatura, ha costretto i veronesi a correre all'indietro, quando prima scalavano spesso in avanti per non farli ragionare sulla loro trequarti. E al 53' ci ha pensato la Dea bendata a dare una mano agli ospiti, che hanno servito ancora Candreva sul lato corto dell'area al termine di un'azione avvolgente e l'ex Lazio ha provato allora ha servire i compagni in mezzo, trovando invece la sfortunata deviazione di Dimarco che ha ingannato il suo stesso portiere. 
L'Hellas allora ha cercato di tenere alta la pressione, costringendo i nerazzurri a rischiare spesso di perdere palla sulla propria trequarti. La precisione e la lucidità però non sempre hanno sostenuto i ragazzi di Juric, che al 56' quasi non riescono a rimettere subito la gara in parità, ma Faraoni non è riuscito a trovare la porta con la volée su traversone ancora di Pessina. Al 66' Juric ha cambiato uno stremato Dimarco con Adjapong, mentre i ragazzi di Conte sembravano gestire le forze per cercare di colpire nel momento più opportuno, trovando però una retroguardia sempre molto attenta. Tra il 70' e il 79' la partita è sembrata calare di tono, con Galiardini che ha provato a pescare in area Borja Valero, il cui colpo di testa è stato però da dimenticare. Entrati Vecino per Brozovic e Lautaro per Lukaku, Conte ha cercato le forze fresche per stendere un Hellas che faticava a trovare le stesse combinazioni del primo tempo, complice la grande stanchezza. E all'81' Lautaro quasi non ripaga il suo allenatore, ma dopo un bello spunto che lo ha portato in area, ha visto il suo destro respinto dall'estremo difensore scaligero. 
Vedendo i suoi stanchi, Juric ha mandato in campo Empereur per Kumbulla e Verre per Lazovic, con la partita che sembrava destinata a chiudersi sul 2-1. All'86' però la penetrazione in area di Rrahmani ha creato scompiglio in area avversaria e liberato Veloso, che servito in mezzo non ha avuto difficoltà a piazzare la sfera dove Handanovic proprio non poteva arrivare. Nel finale Eriksen ha sostituito Borja Valero, ma le uniche due occasioni sono state un cross di Di Carmine che ha sfiorato l'incrocio della porta nerazzurra e una tempestiva uscita di Silvestri ad anticipare El Toro Martinez. 

Un risultato di prestigio per l'Hellas Verona, che in parte si rifà della sconfitta ottenuta nella scorsa giornata contro il Brescia e aggacia il Sassuolo all'ottavo posto. Complici le assenze e le partite ravvicinate, Juric ha cambiato qualcosa nel suo modo di attaccare, sfruttando un po' la corsa sulle fasce e un po' di più le vie centrali, potendo contare sulle ottime prestazioni di Veloso e Amrabat. Anche la difesa ha retto bene, nonostante l'ottima giornata di Sanchez e lo strapotere fisico di Lukaku. 
La prossima sfida, vedrà invece i gialloblu affrontare la Fiorentina all'Artemio Franchi alle 19.30 di domenica. 

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