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L'Hellas non si sveglia dall'incubo e il Crotone vìola il terreno del Bentegodi

Brutta sconfitta per i gialloblu nello scontro salvezza contro i calabresi, con la formazione di Pecchia che non riesce a reagire allo svantaggio iniziale e viene affondata nella ripresa

È una sconfitta pesantissima, sia per il morale che per la classifica, quella subita dall'Hellas Verona al Bentegodi nella ventunesima giornata, con il Crotone che si è imposto con il risultato di 3-0
Prima ancora che la partita entrasse nel vivo, ci ha pensato una splendida punizione di Barberis, al 3', a trafiggere Nicolas e gelare il pubblico del Bentegodi. Costretto subito alla rimonta, l'Hellas Verona ha cercato di tenere alti i ritmi, cadendo però spesso in errore per la frenesia di voler verticalizzare e avvicinarsi alla porta di Cordaz. Al 12' Fares è riuscito a sfondare sulla fascia sinistra e a saltare il diretto marcatore, per servire poi al centro dell'area Romulo che con il sinistro non è riuscito a centrare la porta. 
Il Crotone però non è rimasto a guardare ed ha provato a colpire in contropiede in diverse occasioni, ma la traballante difesa gialloblu è riuscita a respingere le offensive ospiti, pur con diversi affanni. 
Confusionari e poco lucidi, gli scaligeri hanno continuato a spingere e al 22' solamente l'anticipo in corner di Ceccherini ha impedito a Valoti di battere a rete dall'interno dell'area. Dalla bandierina poi ha incornato Caracciolo, con la sfera che ha sbattuto sul palo e sul braccio largo di Trotta che ha allontanato: Rocchi però, servendosi del VAR, ha deciso di non punire il gesto con il calcio di rigore. 
La balbettante manovra scaligera ha faticato a trovare pertugi nel fortino calabrese. Al 33' ci ha provato Matos, ma il suo assist arrivato dopo una fuga sulla destra non ha trovato compagni pronti in area. L'occasione d'oro per gli uomini di Pecchia è arrivata allo scadere della prima frazione, con Romulo che al 47' si è trovato tutto solo in area a battere di sinistro un pallone vagante: l'italobrasiliano però incredibilmente non è riuscito a centrare la porta. 

LA CRONACA E IL TABELLINO

Il copione nella ripresa non è cambiato, con i padroni di casa che hanno provato a manovrare con scarsi risultati, mentre i rossoblu si coprivano senza affanno in attesa del momento giusto per colpire. Momento che è arrivato al 54', quando Ricci ha pescato in area Stoian con uno splendido assist che l'ala rumena non ha sprecato. Quattro minuti dopo, un tenace e mal assistito Pazzini ha recuperato palla sulla linea di fondo avversaria ed ha servito l'accorrente Valoti, che non ha saputo angolare il tiro centrando Cordaz. 
Sempre in difficoltà in fase di palleggio e con poche idee, il Verona è poi rimasto in dieci al 62', quando Rocchi ha espulso Bruno Zuculini per un'entrataccia su Benali. E cinque muniti dopo è arrivato anche il colpo del definitivo KO, con Ricci che ha chiuso un contropiede 4 contro 3 con uno splendido tiro a giro, sul quale Nicolas non ha potuto fare nulla. 
Nell'ultima parte di gara il Verona ha continuato a cercare la via del gol, senza però riuscire a rendersi veramente pericoloso, nonostante l'impegno messo in campo da Pazzini, e rischiando di subire la quarta rete prima con Ricci e poi con Barberis. 

Doveva essere la partita dell'inversione di tendenza dopo 3 sconfitte consecutive ed invece è stata quella che ha visto l'Hellas Verona toccare il punto più basso della sua stagione. Troppo frenetici e confusionari, i gialloblu non sono riusciti a costruire una manovra degna di questo nome e a rendersi pericolosi con costanza: numerosi gli errori in fase di passaggio, per non parlare delle difficoltà nel trovare soluzioni una volta arrivati negli ultimi 30 metri. La difesa inoltre è apparsa traballante ed insicura ogni volta che è stata chiamata in causa dalle ali del Crotone. Ma a preoccupare maggiormente è il carattere di questa squadra, che ogni volta che prende gol non riesce a trovare la tranquillità per impostare al meglio la partita, ma si fa prendere dalla foga e dalla fretta come oggi o si abbatte completamente come avvenuto in altre situazioni: la stessa espulsione di Zuculini, sacrosanta e meritata, è un altro segnale di un ambiente che non ha serenità, con il giocatore che ancora una volta si è fatto prendere la mano mettendo di conseguenza in difficoltà la squadra. 
Società e tecnico sembrano intenzionati a voler proseguire sulla propria linea, che però non sta decisamente pagando. I miglioramenti tanto decantati durano in genere 1 o 2 partite, prima di vedere la squadra tornare sui suoi passi, e le continue esclusioni di Pazzini dall'undici titolare non sembrano giovare, ma spesso danno l'impressione togliere pericolosità in area ai gialloblu. 
Domenica prossima l'Hellas è atteso in casa della Fiorentina, con Pecchia che è chiamato a sbrogliare il bandolo della matassa se non vuole incappare in un'altra figuraccia. 

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