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Cagliari battuto: l'Hellas ci mette il cuore e tiene viva la fiamma della speranza

Al Bentegodi decide un rigore di Romulo, al termine di una partita dove la squadra di Pecchia non ha brillato sotto il profilo del gioco ma ha ritrovato compattezza, anche grazie agli innesti di Fossati e Franco Zuculini

Una reazione d'orgoglio. Questo sostanzialmente chidevano i tifosi prima della partita con la loro contestazione, ad una squadra naufragata sotto tutti i punti di vista a Benevento e che invece in casa ha saputo trovare tre punti importantissimi per la salvezza. Davanti al pubblico del Bentegodi, l'Hellas Verona ha battuto il Cagliari con un rigore di Romulo, restando così agganciato alle dirette rivali e trascinando definitivamente i sardi nella lotta per non retrocedere. 

Per l'occasione Pecchia ha portato qualche accorgimento al suo Verona, sceso in campo decisamente più concentrato e attento rispetto alla sfida del Vigorito, e sopratutto comandato dalla coppia centrale di centrocampo Fossati - Franco Zuculini. I gialloblu fin dai primi minuti si sono dimostrati più "vogliosi" rispetto alle scorse prestazioni, dove un il carattere era mancato, ma ancora una volta sono rimasti in balìa della loro frenesia e delle idee ancora piuttosto confuse in fase offensiva. Dal canto suo la squadra di Lopez ha tenuto un ritmo piuttosto basso dopo i primi minuti, cercando di non lasciare spazi agli avversari ma praticamente rinunciando, o quasi, a creare pericoli. 
È facile quindi intuire che la prima parte del match non sia stata particolarmente divertente, con il solo tiro telefonato di Franco Zuculini a scaldare gli animi intorpiditi. Ma dopo una mezzora abbondante, a scuotere i tifosi ci ha pensato la VAR: al 32', sugli sviluppi di una punizione dalla trequarti, Fossati ha visto respingere il tiro dalla difesa. A quel punto i gialloblu si sono rivolti all'arbitro, che è stato richiamato dai suoi collaboratori per un check video. Le immagini infatti mostravano che Pavoletti aveva respinto la conclusione con il braccio largo, quasi ad andare incontro alla sfera, e dopo una lunga verifica, il direttore di gara ha assegnato il calcio di rigore, trasformato poi da Romulo nonostante l'intuizione di Cragno. 
Gli ospiti allora hanno provato ad alzare il baricentro, esponendosi anche al contropiede scaligero, trovando al 46' un bel colpo di testa di Pavoletti ad incrociare, che ha esaltato i riflessi di Nicolas, il quale è riuscito a respingerlo con un colpo di reni.

LA CRONACA E IL TABELLINO

Più movimentata la ripresa, con gli scaligeri partiti subito propositivi, ma il tiro da lontano di Cerci al 47' è diventato facile preda per il portiere sardo. Al 52' poi è stato Franco Zuculini a far esplodere il Bentegodi con la rete del raddoppio, annullata però dalla VAR: sugli sviluppi del corner infatti Alessio Cerci era finito in fuorigioco. 
Gli ospiti allora hanno cercato di alzarsi nuovamente, riuscendo a tenere lontanto il Verona dalla propria porta e andando ancora vicini al pareggio con Pavoletti, il cui colpo di testa è stato messo sul fondo. Al 62' invece si è messo in proprio Fares, che dopo aver saltato due uomini, ha lasciato partire un destro potente ma centrale, messo in corner da Cragno. A quel punto la girandola dei cambi ha portato Lopez a rischiare il tutto per tutto, con Cossu al posto di Padoin, mentre Pecchia ha inizialmente arretrato troppo la squadra inserendo Caracciolo per Aarons, salvo poi rimediare con Tupta per Zuculini, autore poco prima di due conclusioni finite sopra la traversa. 
Ma l'occasione d'oro per il pareggio ospite è arrivata all'83', quando Faragò ha provato per due volte a calciare da dentro l'area e Nicolas che sulla seconda ci ha messo una pezza con un grandissimo intervento. 
Nel finale gli assalti rossoblu non hanno dato alcun esito e il popolo veronese ha potuto tirare un respiro di sollievo. 

Forse le dimissioni di Fusco hanno dato più libertà a Pecchia, o forse è stato spinto dalla necessità di cambiare, resta il fatto che il cambio a centrocampo ha portato ad evidenti miglioramenti: i muscoli e il cervello di Zuculini e Fossati sono stati preziosissimi nella vittoria con i sardi e spingono a chiedersi se non fosse il caso di concedere prima qualche chance più importante ai due. Lasciano invece perplessi altre scelte, come quella di schierare ancora Souprayen dal primo minuto e di partire senza una prima punta vera: anche oggi infatti le conclusioni e i pericoli creati dai gialloblu sono stati pochissimi, solo in 4 occasioni infatti è stata centrata la porta avversaria. 
L'impressione è quella che squadra e tecnico manchino a volte di coraggio e tendano così ad essere troppo frenetici (e conseguentemente imprecisi) e ad arretrare troppo, lasciando troppo campo all'avversario. Anche oggi la manovra non ha certamente brillato e una chiara idea di gioco sembra ancora non esserci, ma il gruppo ha quanto meno tirato fuori l'orgoglio e dimostrato di essere ancora in corsa per restare nella massima serie. 
La crisi dunque in casa gialloblu non è certamente finita, ma Pecchia può ripartire dalle indicazioni positive avute contro il Cagliari per preparare al meglio la sfida di domenica prossima di Bologna, dove i gialloblu dovranno trovare un altro risultato positivo: troppo spesso nel corso della stagione sono riusciti a rialzare la testa dopo un brutto periodo, per poi ritornare al tappeto in maniera ancora più fragorosa. Stavolta però il tempo delle seconde (o terze o quarte) occasioni è veramente finito.  

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