Servono i supplementari, ma alla fine l'Hellas cala il poker contro il Perugia

Sono serviti tutti e 120 i minuti ai gialloblu per superare l'ostacolo rappresentato dalla formazione guidata da Nesta, che nonostante l'inferiorità numerica è riuscita trovare il pareggio prima della fine dei tempi regolamentari, salvo poi cedere agli avversari

Il momento della rete di Empereur - Frame da Dazn

Allo stadio Bentegodi l'Hellas Verona si è guadagnato il diritto ad accedere alle semifinali playoff di Serie B, dove incontrerà il Pescara, battendo per 4-1 il Perugia dopo i tempi supplementari. 

Tesa e combattuta, la partita non ha regalato grandi emozioni nella prima mezzora di gioco, nonostante il buon ritmo di gioco di entrambe le squadre. Meno votati al fraseggio e maggiormente concentrati sulla ricerca della verticalizzazione, i padroni di casa si sono dovuti scontrare con la buona organizzazione dei ragazzi di Alessandro Nesta, che hanno chiuso gli spazi senza rinunciare a giocare e a provare a mettere in difficoltà la retroguardia avversaria. Ci ha pensato però Dawidowicz a mettere i brividi ai sostenitori dei padroni di casa, con uno scambio con Silvestri al limite dell'area piccola che per un pelo non ha favorito Sadiq. Dall'altra parte, al 20', è servito un ottimo anticipo di Gyomber per evitare che l'assist di Matos arrivasse sui piedi di Di Carmine. 
Nel complesso la retroguardia gialloblu è apparsa più sicura rispetto a tante altre uscite in campionato, anche se qualche incertezza sui calci piazzati è emersa anche in questa occasione. È il caso del colpo di testa di Kouan arrivato alla mezzora dopo un corner, con la sfera che è uscita di pochi centimetri con l'estremo difensore scaligero preso in controtempo. Ma lo sbandamento dell'undici di Aglietti si è protratto per qualche minuto, così hanno provato ad approfittarne lo stesso Kouan, con un contropiede concluso con una debole ed imprecisa conclusione, e soprattutto Sadiq, che ha rubato palla ad Empereur in area, salvo poi lasciarsi ipnotizzare da Silvestri. 
Il Verona però è riuscito a ricomporsi e rimettersi in moto cercando di sfruttare principalmente le fasce con i due terzini, Faraoni e Vitale, che hanno spesso accompagnato l'azione delle due ali, Matos e Laribi. E proprio dalla destra è arrivato il suggerimento dell'ex Inter per Di Carmine al 42', bravo poi a sfruttare il piede perno e a battere Gabriel con il sinistro. La reazione poi non si è fatta attendere e subito dopo il tiro a giro di Verre dal limite ha impegnato il numero 1 veronese, che ha bloccato in due tempi. 

La cronaca e il tabellino

Sotto di una rete ed obbligato a rimontare, il Perugia è tornato in campo nella ripresa mettendo subito pressione ai padroni di casa, che poco dopo però hanno creato un paio di ottime occasioni con Zaccagni, che al 50' ha quasi ingannato Gabriel con il suo tiro da fuori deviato e al 53' ha servito un pallone d'oro a Di Carmine, che non è riuscito ad angolare il tiro diventato quindi preda dell'estremo difensore biancorosso. Dall'altra parte la retroguardia di Aglietti è riuscita ad arginare senza particolari affanni la manovra degli ospiti, così Vido ha deciso di provare la volée dall'interno dell'area, trovando però solo l'esterno della rete. 
Costretto al secondo cambio al 59' per un acciacco occorso a Falasco, Nesta cinque minuti più tardi ha dovuto incassare l'espulsione di Kouan, arrivata per doppia ammonizione. Nonostante questo però, gli umbri sono rimasti sempre in partita, con l'Hellas che ha provato a gestire e ad approfittare degli spazi lasciati, senza però riuscirci. Così nel finale, dopo una gran botta di Lee messa in angolo da Gabriel all'86', è arrivato l'ingenuo fallo di Henderson in area su Vido: sul dischetto, all'89, si è presentato lo stesso attaccante, che con freddezza ha realizzato il calcio di rigore.
Ma prima dei supplementari, è arrivata anche la grande occasione per i padroni di casa: al 95' il tiro già deviato di Gustafson ha trovato il colpo di tacco di Pazzini, ma Gabriel con un istinto felino è riuscito a "sporcare" la conclusione, che ha toccato il montante prima di uscire dal terreno di gioco. 

La stanchezza si è subito manifestata già nei primi minuti dei tempi supplementari, con qualche errore tecnico di troppo da ambo le parti in fase di palleggio. Entrambe le formazioni però hanno moltiplicato gli sforzi per cercare di violare la porta. Il primo colpo di grazia al morale del Perugia lo ha dato Empereur, destinatario al limite dell'area dell'assist di Laribi dopo un calcio d'angolo battuto rapidamente, che al 101' ha piazzato un violento sinistro sotto l'incrocio sul quale Gabriel proprio non poteva arrivare. 
Spossati dalla grande mole di energie spese, anche per l'inferiorità numerica, i ragazzi di Nesta ha provato a lanciare il cuore oltre l'ostacolo offrendo inevitabilmente il fianco agli attacchi del Verona che, oltre a gestire il possesso della sfera, nel finale ha mandato due volte in rete Pazzini: la prima, al 118', con la specialità della casa, ovvero il colpo di testa in anticipo sul portiere su servizio di Lee; la seconda, al 121', su tap in, dopo che l'estremo difensore avversario aveva respinto la prima conclusione ravvicinata. 

È stata una buona prova quella dell'Hellas Verona, fatta di sostanza e di qualche sprazzo di bel gioco, con una fase difensiva apparsa più solida seppure ancora con qualche momento di distrazione. 
Ora però gli scaligeri dovranno affrontare un avversario ancora più ostico come il Pescara, con l'andata fissata per le ore 21 di mercoledì sera al Bentegodi. 

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