Sabato, 23 Ottobre 2021
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Dopo 11 anni di oblio l'Hellas Verona torna in serie A con una cavalcata lunga 42 giornate

Sembrava infinita la corsa che ha riportato i gialloblu nella massima serie. Iniziata con una campagna acquisti faraonica, è poi proseguita tra momenti buoni e altri di grande difficoltà, ma alla fine il risultato ha dato ragione a dirigenza ed allenatore

È stata un'annata da ricordare quella dell'Hellas Verona, che nonostante le difficoltà incontrate durante tutto il campionato, è riuscito a centrare l'unico obiettivo per il quale questa squadra è stata costruita: il ritorno in serie A.

L'arrivo di Setti alla guida della società ha portato nuova linfa ai vertici scaligeri e anche nuovi innesti. Come quello del direttore sportivo Sean Sogliano, artefice dell'ottima campagna acquisti, sia estiva che invernale, che ha dato a Mandorlini una formazione di primo livello per il campionato cadetto. 

Una stagione che fin dall'inizio doveva essere quella "giusta". Gli investimenti fatti durante il mercato, il risultato del campionato precedente e la voglia di rivalsa che ha la piazza di Verona, avrebbero fatto passare qualsiasi risultato diverso da quello della promozione diretta come una sconfitta. Tutta la pressione era quindi sulla spalle di Mandorlini, Maietta e compagni, che però sono riusciti a non tradire le attese di una tifoseria che li ha sempre sostenuti. 

Una cavalcata lunga 42 giornate chiusa con una classifica che dice: 82 punti e secondo posto in classifica, 23 partite vinte, 13 pareggiate e 6 perse, con 67 gol fatti e 32 subiti. La squadra meno battuta del torneo e con la miglior difesa, con Cacia che si porta a casa il titolo di capocannoniere stagionale. 

Una corsa che forse era inziata a rilento, con qualche pareggo di troppo nelle prime giornate, poi la squadra ha inziato ad ingranare e, nonostante l'intoppo della sconfitta di Padova, sono arrivati risultati importanti e alla fine decisivi come le vittorie contro Livorno e Sassuolo. Poi, nella fase centrale, la squadra si è un po' smarrita, forse per un calo di condizione atletica e dopo due sconfitte consecutive come quelle contro Brescia e Cittadella, alcuni fantasmi iniziavano a comparire nella mente dei tifosi. Alcuni temevano di rivivere la stagione di serie C con Remondina in panchina, quando la promozione in B sfumò all'ultimo. 

Ma la squadra ha saputo reagire e, nonostante qualche altra sconfitta che ha messo in apprensione stampa e supporter, il finale di stagione è stato quello di una grande squadra, che ha saputo vincere e, soprattutto convincere, quando contava veramente. 

Ora non resta che preparare la nuova avventura. La dirigenza ha sempre dimostrato di avere le idee chiare e di voler puntare su un progetto a lungo termine. Forse l'anno prossimo sarà troppo presto per raccogliere già i frutti di questo progetto, ma è anche vero che nessuno vuole andare in serie A a fare brutta figura.  

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