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www.hellasverona.it

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Hellas, Saviola si presenta: "Avevo altre offerte, ma sono voluto venire a Verona"

L'attaccante argentino presentato ufficialmente dalla società gialloblù: a lui il numero 7, lo stesso che aveva ai tempi del River. "Vorrei disputare una buona stagione e aiutare la squadra a crescere. Giocare qui è un privilegio"

Ho avuto altre offerte, però per rispetto di queste squadre non dirò il nome. Io volevo venire qui, questa è stata la motivazione più grande”. Nessun dubbio: il Verona voleva Saviola e Saviola voleva il Verona. Un matrimionio che si è concretizzato a poche ore dal gong che sanciva la chiusura del mercato e che fatto non poco rumore.

Ma per Saviola, presentato ufficialmente in conferenza stampa, tutto è stato estremamente naturale.

È stata una trattativa molto rapida – le sue parole riportate da hellasverona.it -. Prima di tutto per l'impressione positiva che mi ha fatto questo club, e inoltre perché il campionato italiano è molto competitivo. Questo rappresenta una grande motivazione. È molto bello per me essere in una società che sta crescendo molto e che dimostra di poter fare grandi cose. È un privilegio giocare qui. Entrambe le parti erano molto sicure, il Verona mi ha voluto fortemente e io volevo fortemente il Verona”.

Idee chiare anche sugli obiettivi: “Vorrei disputare una buona stagione e aiutare la squadra a crescere. E ovviamente dare delle gioie ai nostri tifosi. Sicuramente in questa squadra ci sono calciatori con nomi importanti e con tanta esperienza, che hanno giocato in diverse squadre. Cercheremo di trasferire la nostra esperienza anche ai nostri compagni, perché è un campionato lungo e difficile e il gruppo deve sempre essere ad un livello molto alto per poter aiutare l'allenatore quando ne ha bisogno”.

Maglia numero 7 sulle spalle - “il mio numero di quando ero al River” - e un vecchio amico nello spogliatoio: “Ho conosciuto Rafa Marquez quando giocavo nel Barcellona abbiamo un buon rapporto e adesso voglio iniziare a conoscere i miei compagni e l'allenatore, per capire cosa vuole da me. Ancora non ho avuto la possibilità di parlare con Rafa perché la trattativa è stata molto veloce, e lui è in Messico. Sicuramente, quando tornerà, parleremo molto per poterci adattare il prima possibile alla città e alla cultura italiana, perché anche lui non è qui da molto tempo. Speriamo che questo sia un anno importante per entrambi”.

“Mandorlini? L’ho incontrato solo in occasione del mio primo allenamento e ho scambiato qualche parola con lui. Però abbiamo parlato solo del mio arrivo e della mia accoglienza, non c’è stato tempo per definire il mio ruolo. Nella mia carriera ho giocato quasi sempre alle spalle di un attaccante centrale. Però quando arrivi in una squadra nuova e con un allenatore nuovo, mi devo adattare a quello che chiede l'allenatore e ai miei nuovi compagni. Questo serve per aiutare la squadra che è la cosa più importante”

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