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Mandorlini (finalmente) ha imboccato la strada giusta per portare l’Hellas in serie A

Nella vittoria contro la Ternana decisivi i cambiamenti tattici operati dal mister gialloblù: subito due punte (Cacia e Ferrari), Sgrigna trequartista e Gomez inizialmente in panchina. Un assetto da confermare nelle ultime sette giornate

Da mesi alcuni commentatori consigliavano a Mandorlini, per condurre l’Hellas in A, di abbandonare la via del 4-3-3. Non per il gusto di criticare o di “gufare” (come sosteneva qualche osservatore fin troppo compiacente nei confronti del mister), ma soltanto valutando le caratteristiche tecniche della rosa allestita dal ds Sogliano.

RUOLO SBAGLIATO - Necessità, quella di rinunciare al tridente, diventata ancora più impellente con l’arrivo di Sgrigna a gennaio. Ma Mandorlini, fino a sabato, aveva sempre preferito tirare dritto per la propria strada, confinando l’ex granata sulla fascia sinistra, limitandone così, per troppe giornate, il rendimento. Un po’ come comprare un quadro di un pittore prestigioso e appenderlo non nel salotto buono, ma nello sgabuzzino. Non era bastato nemmeno il verdetto del campo col Crotone (Sgrigna decisivo nella rimonta una volta spedito sul terreno di gioco dietro due punte) a far cambiare idea a Mandorlini, subito ritornato al tridente col Sassuolo (e con l’ex granata addirittura sostituito pur di lasciare in campo un Gomez ancora una volta deludente). 

SVOLTA POSITIVA - Per fortuna sabato con la Ternana il tecnico gialloblù ha imboccato la strada giusta: l’argentino in panchina e Sgrigna non solo chiamato a innescare Cacia e Ferrari, ma anche libero di svariare su tutto il fronte offensivo e di inserirsi in area come in occasione del 2-0.  E ne ha guadagnato tutto il gioco dell’Hellas, risultato più concreto. Finalmente si è visto un Verona in grado di verticalizzare la manovra con grande velocità, senza smarrirsi nei noiosi fraseggi per vie orizzontali, come fatto troppe volte quest’anno. Al bando subito ogni equivoco: la formula 4-3-1-2 non è certo la pozione magica capace di rendere invincibili i gialloblù. È però sicuramente la medicina migliore. Certo la via che porta in A non è ancora in discesa: il Livorno non molla e resta agganciato a Maietta e compagni al secondo posto, mentre qualche segnale di cedimento pare darlo l’Empoli scivolato a -10 (quindi al momento non ci sarebbero i playoff). Ma la destinazione-promozione è più vicina e la nuova impostazione tattica può rappresentare una valida scorciatoia. Sperando che finora non si sia perso (inutilmente) troppo tempo per imboccarla.                 

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