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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
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Hellas contestato, fischi contro mister e squadra

I tifosi sono stanchi di soffrire e non hanno mandato gi l'aggancio in testa

L’Hellas si è salvato contro il Pescara ed è riuscito a conquistare un pareggio che lo tiene ancora in testa, seppur raggiunto dal Portogruaro. Una sconfitta contro gli abruzzesi l’avrebbe fatta scivolare al terzo posto. Meglio così, forse. Gli aspetti da analizzare dopo il match del Bentegodi sono essenzialmente due: l’atteggiamento ed il gioco dell’Hellas e l’umore della piazza.

La squadra è apparsa tutto sommato in crescita, un po’ ferma sulle gambe ed impaurita, ma pur sempre in crescita. Se non venisse da un periodo orribile, per quanto riguarda gioco e risultati, per l’Hellas un pareggio con il Pescara sarebbe stato positivo, perché raggiunto contro un’altra pretendente al primo posto. Però il punto è arrivato in una partita nella quale si chiedeva, da mister Gian Marco Remondina , alla dirigenza, passando per i tifosi, una reazione, un colpo d’orgoglio che invece non c’è stato. Si sono visti sprazzi di luce, ma ad intermittenza e dovuti più a spunti personali piuttosto che al collettivo.

Proprio il collettivo è quello che sembra mancare adesso in questo Hellas. Voci insistenti danno lo spogliatoio diviso addirittura in tre gruppi. Il primo è quello che rema con il “Remo”, il secondo è quello che va contro ed in mezzo c’è il gruppo degli indecisi, quelli che però dovrebbero prendere posizione per far si che questa stagione non sia l’ennesima buttata al vento. Poi a palla ferma si deciderà il futuro di tutti.

L’altro aspetto, come detto, è l’umore della piazza, basso, bassissimo, ai minimi termini. L’abbiamo scritto più volte su queste pagine, il tifoso dell’Hellas non è un palato fine, non ama attendere ed è estremamente esigente, per lui conta soprattutto il risultato, è pragmantico come solo noi veronesi sappiamo essere in ogni aspetto della vita. Lo si è visto nella scorsa settimana con contestazioni durante gli allenamenti ed è stato confermato ieri, quando dalla Sud e dalla tribuna sono partiti a più riprese bordate di fischi. I “butei” non ne possono più, assaporavano già la promozione diretta ed adesso sono costretti a soffrire ancora.

Per la piazza l’imputato principale è proprio l’allenatore Gian Marco Remondina, il quale viene accusato di non avere il giusto polso con i suoi. Poi c’è la squadra, o meglio, alcuni giocatori rei di non avere nei confronti della maglia gialloblù il giusto attaccamento e spirito di sacrificio. Scagionata la dirigenza, che comunque ha messo insieme una rosa competitiva come poche. Una rosa che adesso rischia grosso, sia a livello sportivo che a livello affettivo. Certo, perché il tifoso gialloblù è volubile, sì, ma ha anche la memoria lunga e non si dimentica di certi “sgarbi”.

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