rotate-mobile
Sport

Granfondo Damiano Cunego, vincono Alfonso Falzarano e Monica Bandini

Il pistoiese Alfonso Falzarano ha sfatato il tabù della Granfondo Damiano Cunego – Città di Verona, dopo il 2° e il 3° posto del 2010 e del 2011 oggi il portacolori del Team Maggi ha vinto in volata dopo essere stato ripreso a seguito di una lunga fuga

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di VeronaSera

Il pistoiese Alfonso Falzarano ha sfatato il tabù della Granfondo Damiano Cunego – Città di Verona, dopo il 2° e il 3° posto del 2010 e del 2011 oggi il portacolori del Team Maggi ha vinto in volata dopo essere stato ripreso a seguito di una lunga fuga. La gara dedicata al ciclista veronese ha festeggiato anche  i successi della romagnola Monica Bandini e, nella mediofondo, dei due veronesi Davide Spiazzi e Christiane Bitante.


La competizione è scattata stamattina in Via D’Arezzo, nuova location di partenza in centro a Verona, dopo un minuto di silenzio dedicato alle vittime del sisma in Emilia Romagna, ma gli organizzatori della GF Damiano Cunego hanno anche scelto di devolvere il ricavato delle iscrizioni raccolte questa mattina in aiuto ai terremotati. Cielo bigio e minaccioso, ma alla fine il tempo ha risparmiato i 2.000 granfondisti.
A pedalare con i granfondisti c’era il padrone di casa Damiano Cunego, anche per preparare il Giro di Svizzera, accompagnato da altri ospiti d’onore come l’ex calciatore della Juve Marco Pacioni, l’oro olimpico e mondiale cronosquadre Eros Poli e gli ex ciclisti Giorgio Furlan, Jano Zamperioli, Severino Andreoli, Pietro Campagnari e Giovanni Castelletti.
Dopo la partenza sotto una pioggia di coriandoli, i granfondisti si lanciavano verso la Valpantena e verso la prima asperità di giornata, l’ascesa verso Passo Provalo dove venivano anche rilevati i tempi per la Cronoscalata Trofeo Berner. A guidare il gruppo c’era Cunego con un manipolo di esperti granfondisti tra cui Davide Spiazzi, Matteo Cappè, Alfonso Falzarano, Roberto Cunico, Manuele Caddeo e Antonio Camozzi. Era proprio quest’ultimo a dare il primo slancio alla corsa scattando sulla prima salita, ma era costretto a fermarsi per sgonfiare le gomme. Nei primi km “sorprese” anche per il trevisano Giuseppe Sorrenti Mazzocchi: prima cadeva in salita e poi nuovamente in discesa, e finiva la gara sulla sua ammiraglia.


Dopo il rapido “pit stop” Camozzi restava davanti al gruppo, finché non veniva raggiunto dal veronese Davide Spiazzi, il duo procedeva poi di pari passo anche sui Monti Lessini, dove la carovana dei ciclisti si è mossa tra nebbia fitta e temperature fresche.
Il duo Spiazzi – Camozzi arrivava insieme fino al bivio tra i due tracciati, posto poco dopo Roverè Veronese, entrambi mettevano la freccia e puntavano spalla a spalla verso il gran finale della mediofondo di 85 km.
La “corta” si chiudeva così in volata in via Guido D’Arezzo, con lo sprinter Spiazzi a chiudere con 2h23’52’’ davanti a Camozzi, quindi il podio era completato dal campione australiano di motociclismo Troy Herfoss, grande fan di Damiano Cunego.
Nessuna sorpresa al femminile nella mediofondo;  la vittoria è spettata alla veronese d’adozione (ma nata a pochi km da Innsbruck) Christiane Bitante (2h37’16’’), nel pieno di una stagione davvero soddisfacente. Non ha avuto rivali ed ha preceduto di 18’ Claudia Fiorin e di 19’ l’altra veronese e biker Francesca Lonardelli.


Nel frattempo procedevano le fatiche sul tracciato lungo, a guidare la corsa c’era un gruppo di circa 30 elementi formato dai maggiori protagonisti di giornata, tra cui Falzarano, Cappè, Sanvitale, Caddeo, Cunico, Bertuola, Andreis, scortati sempre da Cunego.
Come da copione, la salita di Campo Fontana faceva grande selezione, all’inizio il vicentino Cunico aveva un guizzo personale e passava in testa, poi entrava in crisi e gettava la spugna. A questo punto dava fuoco ai motori Bertuola, seguito da Caddeo, Falzarano e Cappè, che iniziava però a dare le prime avvisaglie di cedimento, con Cunego a fare da giudice.
Per i granfondisti nuovo confronto sulla salita di Nogarotto – Collina, a scrivere la cronaca di gara erano sempre le pedalate del poker Caddeo – Bertuola – Falzarano – Cappè, gli altri ormai erano lontani.
A metà salita Falzarano dava uno scossone tentando l’affondo decisivo, dietro Bertuola non mollava e proseguiva il proprio inseguimento, combattendo ostinatamente contro i crampi e la stanchezza.


Finale tutto a colpi di scena tra Falzarano e Bertuola, col pistoiese capace di raggiungere un vantaggio di quasi 1’, poi Bertuola lo agganciava prima della discesa finale, ma al momento di lanciare la volata finale era colto da crampi lancinanti e doveva accontentarsi di amministrare la seconda posizione. Falzarano così si è tolto la soddisfazione di vincere la GF Damiano Cunego dopo 4h31’27’’ di gara, con 1’’ su Bertuola e 53’’ su Caddeo, e dopo il 2° e 3° posto degli ultimi due anni.
Poco da dire per la gara femminile, vinta per la terza volta da Monica Bandini che, con il bel successo di oggi, sembra aver ritrovato la forma fisica abituale dopo un inizio stagione un po’ opaco. Seconda a circa 7’ un’altra grande protagonista delle granfondo “rosa”, Maria Cristina Prati, mentre ha chiuso 3.a la compagna di team della Bandini, Cristina Lambrugo.
Per la cronaca, la Cronoscalata Trofeo Berner è stata vinta da Camozzi e dalla Bandini.
La gara odierna era tappa dei circuiti Prestigio ed Unesco Cycling Tour, ma era anche prova conclusiva della prima edizione del Tour di Primavera ZeroWind.


Lo staff guidato da Sergio Bombieri ha così messo in archivio anche la settima edizione della gara dedicata a Damiano Cunego, particolarmente apprezzata per la nuova logistica.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Granfondo Damiano Cunego, vincono Alfonso Falzarano e Monica Bandini

VeronaSera è in caricamento