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Giovanni Gardini

Giovanni Gardini

Gardini: "Serve il giusto equilibrio, piena fiducia a Mandorlini"

Il direttore generale gialloblù ha parlato ai giornalisti in occasione della presentazione del nuovo annuario. Tra i temi affrontati anche quello dei cori contro il compianto Morosini

Proprio mentre nello spogliatoio si valuta l'ipotesi di un cambio di modulo, la parola oggi è passata al direttore generale del Verona Giovanni Gardini, intervenuto alla presentazione dell’Annuario Gialloblù 2012-2013 insieme all’allenatore Mandorlini, ai calciatori Martinho e Hallfredsson e al sindaco Tosi, ha parlato della condizione della squadra dopo qualche risultato deludente in campionato.

IL GIUSTO EQUILIBRIO - “Una buona dose di preoccupazione ci dev’essere sempre - sostiene Gardini - sia quando le cose vanno bene sia quando vanno meno bene. Ma la preoccupazione deve farci rendere conto di quelle che sono le nostre reali potenzialità e quindi deve darci il giusto equilibrio per vivere i momenti di euforia e i momenti in cui le cose non vanno come vorremmo. Si deve sempre avere il giusto equilibrio, tanta euforia dopo Palermo come era giusto che sia, ma bisognava tenere di più i piedi per terra. Mentre sabato, una battuta d’arresto ci mette nelle condizioni di valutare bene quelli che sono i nostri obiettivi. Non dimentichiamoci che non è scritto da nessuna parte che una squadra, seppur forte, deve vincere ogni match due o tre a zero. L’importante è andare in campo con la giusta determinazione e cercare di raggiungere un obiettivo importante".

TANTE CONFERME -  Il direttore generale gialloblù ha dimostrato anche di avere fiducia nella sua squadra: "Ritiro? No, assolutamente. La ricetta è lavorare, ognuno per le proprie competenze e mansioni. E cercare di dare più di quello che sta dando perché magari oggi non è sufficiente per gli obiettivi che ci siamo prefissati. Stiamo rendendo sotto lo standard rispetto a una partita e tre quarti, perché prima di Cittadella andavamo come si doveva. Con molta serenità dobbiamo guardare bene dentro i risultati e dentro alla nostra qualità di squadra e andare avanti. Il presidente Setti è consapevole di questo e sa che nelle difficoltà si cresce e si può migliorare tutti insieme. Mandorlini? Con lui parliamo tutti i giorni, ognuno per i propri ruoli e non c’è da valutare niente figlia di una partita di episodi. Fiducia al mister? Non siamo un governo, dove la fiducia va votata. La fiducia si conquista con gli atteggiamenti, con i risultati. Ed è quello che ha fatto fino ad oggi Mandorlini".

LIVORNO E JUVE - Verso la fine Gardini ha affrontato anche temi un po'più scottanti. "Il Livorno crollerà? No, perché il Livorno oggi si poggia su una base solidissima, è la base Morosini: questo ha cementato il gruppo in modo impressionante, tutto quello che di negativo c’era l’anno scorso, oggi si sta trasformando in positività. Questa è la dimostrazione di chi ha dentro le motivazioni, la voglia e la determinazione può arrivare ad ottenere un risultato che può sembrare insperato e difficile”. A proposito di Morosini, la Juventus è stata multata di 10 mila euro per lo striscione su Superga, mentre al Verona era stata inflitta un’ammenda di 50 mila euro per i cori sul calciatore scomparso. Un trattamento che secondo Gardini non è stato equo: “La legge è soggetta ad interpretazione, e il giudice sportivo di Serie A è uno e in B è un altro. Purtroppo l’Italia è il paese delle interpretazioni e non delle certezze. E qui abbiamo avuto un’altra dimostrazione di questo”.

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