Giovedì, 28 Ottobre 2021
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Fine della corsa, il Tar boccia definitivamente il ricorso del Chievo Verona

Il Tribunale amministrativo regionale per il Lazio «respinge la richiesta misura cautelare»

Il filo di sottile speranza che ancora reggeva il Chievo Verona, in attesa della pronuncia del Tar del Lazio sul ricorso presentato nei giorni scorsi dalla società di Luca Campedelli, si è infine spezzato. L'iscrizione in sovrannumero al prossimo campionato di serie B non potrà avvenire. Dopo la giustizia sportiva, anche quella ordinaria ha opposto il suo niet, con i giudici del Tar che scrivono: 

«Alla data del 28 giugno 2021, termine perentorio indispensabile per garantire il regolare svolgimento del campionato in condizioni di parità dei partecipanti, la società ricorrente non risulta né avere assolto agli obblighi fiscali maturati dal periodo di imposta 2014 al 2018, né avere depositato atti di transazione e/o rateazione del debito, ovvero atti provenienti dal soggetto creditore attestanti la regolarizzazione della situazione debitoria, ossia atti idonei a garantire con certezza le menzionate esigenze».

Il giudizio che il Tribunale amministrativo regionale del Lazio ha espresso sul ricorso del Chievo Verona è dunque ancora una volta di segno negativo per la società clivense. I giudici del Tar, infatti, in aggiunta mettono nero su bianco nell'ordinanza siglata martedì e pubblicata quest'oggi, mercoledì 18 agosto 2021, che a loro avviso «non è neppure ravvisabile alcuna disparità di trattamento in relazione all’ammissione del Chievo al precedente campionato» e che, pertanto, «la decisione del Collegio di Garanzia, sulla scorta di quanto sopra osservato e della rilevata contraddittorietà tra le affermazioni della ricorrente in ordine alla simultanea condizione di equilibrio finanziario e di temporanea obiettiva difficoltà, appare conforme alla normativa di cui al Sistema delle Licenze Nazionali e comunque non irragionevole».

Si resta ora in attesa di conoscere quello che sarà l'esito del ricorso presentato dal Chievo Verona al Consiglio di Stato, mentre su un altro versante resta per il momento aperta anche la partita che riguarda il cosiddetto "titolo sportivo" del Chievo Verona. L'amministrazione comunale del capoluogo scaligero, infatti, ha avviato la settimana scorsa una procedura per raccogliere "manifestazioni di interesse" al fine di procedere, eventualmente, con l'iscrizione alla serie D della società clivense. Servono però circa 500 mila euro, un business plan credibile per i prossimi anni e, soprattutto, serve fare presto: le "manifestazioni di interesse" eventuali dovranno pervenire a palazzo Barbieri entro il 21 agosto (all’indirizzo mail protocollo.informatico@pec.comune.verona.it.) e, dopo la valutazione dell'amministrazione, dovranno essere inoltrate alla Figc entro mezzogiorno del 24 agosto. 

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