Presunte plusvalenze fittizie, pene invariate per il Chievo dopo processo in appello

Restano i -3 punti di penalità e l'inibizione di 3 mesi per il Presidente Campedelli. Respinti i ricorsi della Procura federale che chiedeva -15 e 36 mesi d'inibizione per il patron clivense

Il presidente del Chievo Verona Luca Campedelli

Si è svolto nella giornata di ieri, giovedì 25 ottobre, presso la Corte federale d'appello della Figc, il processo d'appello al Chievo Verona sul caso delle presunte plusvalenze fittizie intrattenute con il Cesena.

Dopo che la società clivense, in primo grado, si era vista attribuire -3 punti di penalità per il campionato in corso di svolgimento, la Procura federale ha riproposto le medesime richieste di condanne formulate al Tribunale federale nazionale. Si tratta cioè di una penalità ben più pesante, pari a -15 punti di penalizzazione per il club, oltre alle richieste di inibizione già avanzate in primo grado per i dirigenti coinvolti.

La Corte federale d'appello ha però respinto tutti i ricorsi presentati in merito all'annosa vicenda che vede al centro il club della diga. Pertanto la penalità assegnata al Chievo resta quella dei -3 punti in classifica già attribuita in primo grado. Allo stesso modo, il presidente clivense Luca Campedelli dovrà scontare i tre mesi d'inibizione già assegnatigli in precedenza, ma è stata respinta la richiesta della Procura federale di aumentarne la durata fino a 36 mesi.

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