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Calcioscommesse, Emanuele Pesoli ricevuto dal presidente Abete

"Sono fiducioso perché non ho fatto niente" ha comunque ammesso il calciatore ufficialmente di proprietà del Siena, dato che il Verona, a causa della squalifica, non ha ancora depositato il suo contratto

Sciopero della fame interrotto solo per Ferragosto, ma ieri Emanuele Pesoli è tornato comunque in Federcalcio. A via Allegri, dove per protesta è rimasto incatenato per quattro giorni, per incontrare il presidente Giancarlo Abete. Una chiacchierata di un'ora e venti minuti, iniziata verso mezzogiorno, in cui l'ex difensore del Varese - squalificato per tre anni dalla Commissione Disciplinare per illecito nella tentata combine di Siena-Varese del maggio 2011 - ha spiegato al numero uno del calcio italiano le ragioni della sua protesta.

"Lo ringrazio perché mi ha ricevuto interrompendo le sue vacanze - ha dichiarato Pesoli -. Abbiamo fatto una chiacchierata e si è mostrato molto sensibile però non può interferire sugli organi di giustizia sportiva. E' una grande soddisfazione essere ricevuto dal presidente della Figc, ma la mia protesta era volta ad ottenere un confronto con chi mi accusa, che purtroppo non ci sarà".

Il 32enne di Anagni confidava infatti che con il suo gesto potesse ottenere dai giudici della Corte di giustizia federale un confronto con i suoi accusatori: i pentiti Carlo Gervasoni e Filippo Carobbio. Un faccia a faccia nell'aula dell'ex Ostello della Gioventù del Foro Italico, dove lunedì pomeriggio inizierà il secondo grado del processo al Calcioscommesse, che però non ci sarà.

"Sono fiducioso perché non ho fatto niente - ha comunque ammesso il calciatore ufficialmente di proprietà del Siena, dato che il Verona, a causa della squalifica, non ha ancora depositato il suo contratto -. Avrei voluto guardare quei due in faccia, ma non mi è stato concesso. Andrò con il mio avvocato in aula e mostrerò le mie ragioni con la grinta che ho dentro perché ho voglia di tornare in campo. Non è giusto che mi venga addebitato un illecito per mezze cose che raccontano questi due. Li invito ancora a venire in aula. Se hanno il coraggio il 20 sarò lì".

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