Domenica, 17 Ottobre 2021
Calcio

Hellas, sacrificio e garra Simeone: «Verona possibilità per continuare a crescere»

Il nuovo centravanti gialloblù si presenta: «Ho voglia di dimostrare, cerco sempre di migliorarmi. Pronto a lottare su ogni pallone, farà la differenza per la salvezza»

Giovanni Simeone, nuovo attaccante dell'Hellas Verona, è stato presentato giovedì pomeriggio nella sala conferenze della sede gialloblù. Di seguito le principali dichiarazioni del centravanti ex Cagliari:

«Come definirmi? Sacrificio e garra. Questo è il mio input per andare sempre avanti, lottare su ogni pallone. Il mancato impiego con l'Inter? Ero arrivato un giorno prima, era troppo presto e c'era troppo poco tempo. Ero a disposizione, ma era difficile, perché avevamo fatto tutto in ventiquattro ore. Avevo fatto un solo allenamento, era giusto giocassero altri più pronti.
Il mio trasferimento in gialloblù? Era da due anni che c'era la possibilità di venire. C'è sempre tempo e c'è sempre il momento adatto. Ho fatto la scelta giusta, mi identifico molto con la squadra, con i suoi valori, con la voglia di lavorare e di andare su ogni pallone. Rafael e papà? Rafa mi ha parlato della città, mi diceva fosse la più bella d'Italia. Lui ha passato anni molto belli qui, me ne ha sempre parlato bene. Mio papà è contento, perché suo figlio ha scelto una nuova avventura. Lo sento sempre, mi chiede come vanno gli allenamenti ed è molto entusiasta di vedermi con questa maglia.
Bisogno di cambiare? Cerco sempre di migliorarmi e i modi per migliorarmi. Quando ho sentito la chiamata del direttore ho capito cosa intendeva, ed era quello che volevo io. Mi è sempre piaciuta la squadra. Meglio da solo o con due punte? Nel campo bisogna capire cos'è meglio per la squadra. La cosa più importante è riuscire a trovare un buon equilibrio per tutti. Sono un giocatore che si adatta in entrambi i casi. Sarà l'allenatore a trovare la miglior disposizione.
Ribery? Fin dai primi giorni era un pazzo per allenarsi, molto professionale. Per quel poco che ho visto mi è sembrato un giocatore di un altro livello. Il presidente? Mi ha dato il benvenuto, era molto contento del mio arrivo. Voleva che la squadra crescesse ancora, per quello mi ha chiamato. Gli ho detto che si corre tanto, e questo mi piace.
Voglia di lottare e sacrificarmi? La voglia di dimostrare c'è sempre. A Cagliari, qui, dove sono stato in passato, ho sempre cercato di dare il massimo. Da quando ho finito le vacanze ho pensato di dovermi mettere a disposizione, ovunque andassi. Mi sono preparato bene fisicamente, e ora voglio dimostrare di esserci.
Di Francesco? Una persona serena, contenta del mio arrivo e della squadra che ha. Mi ha detto che mi sarei trovato molto bene, per me può essere una grande opportunità. Concordo con lui, penso che sia così: è una squadra che attacca e che corre. L'ho trovato entusiasta.
Salvezza? Questo è l'obiettivo che mi hanno trasmesso. Sarà un anno molto importante per noi. Ogni partita bisogna lottare su ogni palla, questo fa la differenza. Cosa rappresenta Verona? È una possibilità per continuare a crescere. Quello che succederà non lo so, sono molto contento qua, è quello che ho voluto. Il mio obiettivo è crescere, mi è stata data una grandissima opportunità e sono molto contento di averla.
Io titolare? Deve decidere il mister, io mi devo mettere a disposizione nel migliore dei modi. Mi preparo al massimo, poi sarà il mister a capire chi starà meglio. Io sono disponibile già da ora. La trattativa? C'erano anche altre opportunità oltre a questa, ma quando il direttore mi ha chiamato ho capito che mi volevano fortemente. Apprezzo molto la sua chiamata, sapere che c'era il mister e che mi sono sempre identificato in questa squadra ha aiutato molto».

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