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Venerdì, 1 Luglio 2022
Calcio

Hellas, Setti sul futuro: «Più di così non si può fare. Con D'Amico via un pezzo di cuore, a Tudor ho detto la verità»

Il presidente gialloblù tra mercato, direttore sportivo e allenatore: «Caprari farà parte del gruppo di giocatori che l'anno prossimo sarà con noi. Simeone lo riscatto, abbiamo bloccato Piccoli. Marroccu prossimo ds? Deciderò presto. Il mister al momento ce l'ho: se dovesse andare via lui, sarà un bel casino»

Maurizio Setti, intervenuto alla trasmissione "Supermercato" di Telenuovo, ha toccato temi importanti riguardanti il futuro dell'Hellas.

Tra gli argomenti principali trattati dal presidente del Verona ci sono stati i capitoli di mercato, direttore sportivo e allenatore. Di seguito le parole del patron gialloblù, in diretta sull'emittente scaligera nella serata di ieri, lunedì 23 maggio:

IL MERCATO. «I "vecchietti" non vogliono andare via da Verona, sono lo zoccolo duro come Faraoni, Lazovic, Veloso, Dawidowicz e Montipò. Altri sono ambiti da squadre più attrezzate ed in quel caso non li puoi trattenere. Caprari? Farà parte di quel gruppo di giocatori che l'anno prossimo sarà con noi. Il futuro di Casale e Simeone? Non lo so. Se riscatto il Cholito? Salvo cose particolari, sì. Ha un cognome pesante e credo che lui cerchi qualcosa di importante. Per noi ha uno stipendio alto, ma le valutazioni si fanno in due. Barak? Antonin ora si sente un giocatore da grande club. I procuratori oggi hanno un peso determinante e se andrà via sarà per fare un grande passo. È sicuramente un profilo internazionale, difficile da rimpiazzare. Tameze è un buonissimo giocatore, duttile. Se lo tengo? Dipende dalle offerte che arrivano. Piccoli? È stato fermato, di più non dico se non che lo seguivamo da tempo».

IL DIRETTORE SPORTIVO. «D'Amico? È ambizioso e per me è come un figlio. Penso sia la persona più difficile da cui mi devo allontanare. Se andrà via, per me sarà un pezzo del mio cuore che se ne va. È dura (si commuove, ndr). Gli ho spiegato che il Verona più di così non può fare. Speranza che resti? Finché uno non va via... Ma gli ho detto che se vuole può andare. Chi al suo posto? Marroccu è un nome che avete fatto girare. Lui è uno dei profili. Per me è bravo, partendo dal presupposto della trasparenza, dell'onestà e perché è pro aziendalista. Se dovesse cambiare il direttore sportivo, non sarà facile. Ce ne sono degli altri oltre a Marroccu, nei prossimi 8/10 giorni prenderò la mia decisione. Se oggi fossi sicuro di aver preso un direttore sportivo, lo annuncerei. Ne ho visti di quelli che ritenevo adatti al Verona e sulla base di questo, prenderò la mia decisione. Marroccu? Ha esperienza e nella sua carriera è sempre stato molto legato ad un presidente. Accardi? È un direttore sportivo che ha dimostrato nel tempo che è bravo, un giovane ma già formato. E sa fare le squadre con pochi soldi, che non è cosa da poco. Petrachi? Lo conosco bene, è un amico, un profilo interessante. Vediamo. C'è anche un altro che non è mai uscito e che non vi dirò mai».

L'ALLENATORE. «Da Aglietti a Juric? Grazie anche ad un pischello che si chiama Tony, senza di lui ed il sottoscritto, Juric non sarebbe il Juric che è diventato. L'ho incontrato per caso al mare e mi ha detto che ha sbagliato e mi ha chiesto scusa. Dopo la partita di Torino mi ha confermato che ha sbagliato con me. Gli ho detto che il suo comportamento non è stato corretto. Ho provato a tenerlo, ho fatto un ulteriore sforzo ma ha deciso di andare comunque via. Ma da un lato gli voglio bene lo stesso. Noi gli abbiamo dato tanto ed anche la mia esperienza gli è servita. Ho mandato via Aglietti, pur essendo stato straordinario, perché la decisone l'avevo già presa, per noi e per il nostro club. Non lo ritenevo la persona giusta, non si applicava al calcio che avevo in mente. A differenza di Juric. A me non interessa chi mi critica oppure i vari striscioni, io vado avanti per la mia strada. Qualsiasi imprenditore deve avere le idee chiare. A Juric sicuramente Verona piace più di Torino e se lui avesse voluto, poteva rimanere. È arrivato persino a dire che bisognava mettere sul mercato 100 milioni di euro (ride, ndr). È andato oltre come persona, nei miei confronti, ma per il bene del Verona ho lasciato passare e chiudere al meglio l'anno. Tudor? Ha il rinnovo automatico in caso di salvezza. L'allenatore quindi ce l'ho. Col mister abbiamo iniziato a parlare e gli ho detto qual è la verità e di pensarci. La sua è stata la miglior squadra della mia gestione, soprattutto per la capacità di andare a giocare su ogni campo. Cioffi? Non lo so. Se dovesse andare via Tudor, sarà un bel casino. Lui è stato un mio calciatore a Carpi, ha dimostrato belle cose a Udine, ma il nostro problema è trovare un allenatore che entri nel nostro meccanismo».

IL NUOVO OBIETTIVO. «Per il prossimo anno l'obiettivo è sempre la salvezza. Mi piacerebbe realizzare il centro sportivo che è essenziale per ogni società».

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