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Esclusione Chievo, Campedelli: «Non servivamo più al tavolo. Noi la Cenerentola della Serie A? Nessun principe è venuto a salvarci»

L'ex presidente gialloblù è tornato a parlare della vicenda che ha portato alla scomparsa della società: «Per gli amici la legge si interpreta, per i nemici si applica. Il male del calcio in Italia? Si fa il calcio non per il calcio»

Luca Campedelli, ex presidente del Chievo, è tornato a parlare del tema plusvalenze a Report.

Queste le sue parole, rilasciate di recente all'intervista per la trasmissione di Rai 3:

«La Procura Federale ci ha contestato il fatto che facevamo plusvalenze in modo fittizio per ottenere l'iscrizione. Abbiamo dimostrato che avevano sbagliato i conti e noi eravamo iscrivibili a prescindere. Perché ci hanno buttato fuori? Ormai non servivamo più al tavolo. Nella loro ottica era quindi giusto che il Chievo pagasse. "Per gli amici la legge si interpreta, per i nemici si applica", mi diceva un ex amico. Se è Lotito? Non si fanno nomi... Cosa farò del Chievo? Non so cosa farò di me dopo l'intervista, sarà l'ultima che rilascerò. Il male del calcio in Italia? Si fa il calcio non per il calcio. Affari, interessi, protagonismo. Io ho sempre cercato di fare calcio solo per il calcio. Essere la Cenerentola della Serie A ha avuto un prezzo alto? In Cenerentola a mezzanotte arriva il principe e la porta via. Ma qui non è arrivato nessuno. Forse sembravamo più la strega cattiva di Biancaneve».

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