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Matos di Rapina e Silvestri ipnotizza Coda: l'Hellas sbanca il Vigorito

Dopo una buona partenza i gialloblu subiscono il ritorno del Benevento, che ad inizio ripresa resta in 10 e va sotto di una rete. Subito dopo l'occasione per il pareggio c'è l'ha il numero 9, che dal dischetto si fa parare il tentativo di cucchiaio

Dopo due mesi e mezzo l'Hellas Verona torna a vincere in trasferta nella quindicesima giornata di Serie B e lo fa sul campo del Benevento con il risultato di 1-0

Allo stadio Vigorito i gialloblu sono partiti prendendo in mano le operazioni, costringendo il Benevento a rintanarsi nella propria metà campo: per 15 minuti la formazione di casa ha dovuto chiudere gli spazi senza riuscire a fare una vera ripartenza. Più veloce rispetto alle precedenti uscite, il giro palla della squadra di Grosso è però mancato spesso sotto il profilo dell'inventiva, così il primo vero tiro in porta lo hanno tentato i campani, con Tello che al 19' ha colpito l'esterno della rete. Le streghe allora hanno provato ad alzare il baricentro, rischiando moltissimo poco dopo, quando Matos è fuggito sulla destra e ha messo un assist perfetto per Di Carmine, che da due passi ha messo incredibilmente fuori. Al 25' è stato Coda a fallire il diagonale dopo la spizzata di Asencio, mentre il match diventava sempre più equilibrato. Rispetto ai primi minuti però, si sono ripresentate alcune leggerezze in casa Verona (appoggi mal eseguiti o stop lisciati), che hanno creato diverse apprensioni a Grosso, ma di cui i padroni di casa non hanno saputo approfittare. Così Bandinelli al 33' ha cercato di sorprendere Silvestri da lontano, che ha respinto il suo potente tiro in tuffo. Il buon giro palla di inizio partita si è fatto sempre più difficoltoso nel finale della prima frazione, nonostante la presenza di Danzi ad aiutare Gustafson, mentre le due squadre cercavano di guadagnarsi la supremazia. 

LA CRONACA E IL TABELLINO

Partenza sprint dell'Hellas nella ripresa, con Lee che ha colpito un palo dopo una bella iniziativa, ma il primo spartiacque della gara è arrivato al 49', con Costa che, già ammonito, ha steso Zaccagni guadagnandosi la via degli spogliatoi. Battuta da Crescenzi, la punizione dal limite è stata respinta da Montipò, che si è poi opposto anche al tentativo di tap in di Di Carmine, ma nulla infine ha potuto sull'accorrente Matos: un gol contestato dai padroni di casa, per le posizioni di fuorigioco prima del numero 10 e poi del brasiliano. Subito dopo però ecco il secondo colpo di scena, con lo stesso Lee che in barriera tocca la palla con il braccio e Piccini che da due passi indica il rigore: sul dischetto si è presentato Coda, ma il suo tentativo di cucchiaio è stato facile preda di Silvestri. 
Il match a quel punto si è fatto ancora più teso, con le streghe che hanno subito iniziando a spingere, lasciando però dei varchi interessanti, nei quali al 61' si è infilato Crescenzi, trovando il miracolo di Montipò. Ma la reazione del Benevento è arrivata 5 minuti dopo con Improta, che in tuffo di testa ha fallito il bersaglio sotto porta, mentre sul ribaltamento di fronte è stato Matos a non riuscire a chiudere la diagonale al termine di un contropiede. 
Nella parte finale della gara la formazione di Bucchi ha preso il comando delle operazioni, con gli ospiti che non sono riusciti a sfruttare la superiorità numerica, venendo spesso fermati dall'aggressività degli avversari, che non sono riusciti a sfondare il fortino di Grosso. A pochi minuti dal termine è arrivato anche il secondo giallo per Balkovec, a causa di una trattenuta, ma al triplice fischio ad esultare sono stati gli scaligeri. 

È un Hellas Verona a corrente alternata quello visto al Vigorito, che nella fase iniziale, in 11 contro 11, schiaccia gli avversari e che nel finale non riesce a sfruttare l'uomo in più per chiudere la partita, ma viene messo ancora una volta sotto da un avversario più determinato. Resta poi un problema la difficoltà nel creare azioni da gol, con Di Carmine che raramente viene innescato a dovere, con la fitta rete di passaggi che spesso ancora si dimostra troppo lenta e prevedibile. Buone ancora le prestazioni di Zaccagni e Lee, così come la fase difensiva, ordinata anche senza la presenza di Caracciolo. 
Una prova dunque che non convince ancora, sia sotto il profilo del gioco che caratteriale, con un Pazzini ancora relegato in panchina. Delle buone cose ci sono comunque state e da quelle l'Hellas deve ripartire in vista del difficile match di lunedì sera contro il Pescara. 

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