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Avellino - Hellas Verona 2-0 | Gialloblu ancora sconfitti lontano dal Bentegodi

Si tratta della quarta sconfitta nelle ultime cinque trasferte per la squadra di Pecchia, la sesta in campionato, che costa al club di via Belgio anche il primato in classifica

Nella venticinquesima giornata del campionato di Serie B, arriva la sesta sconfitta stagionale per l'Hellas Verona, che viene superato sul terreno di gioco dell'Avellino con il risultato di 2-0. 

A vincere è stata la squadra che più ha voluto e meritato i tre punti, giocando con determinazione e rabbia agonistica, di fronte ad un avversario che non ha mai saputo reagire veramente ai due colpi subiti e che ora torna a casa con tante domande sulle quali riflettere. Per L'Hellas Verona si tratta della sesta battuta d'arresto in campionato, la quinta in trasferta, la quarta nelle ultime cinque partite giocate lontano dallo stadio Bentegodi. Un dato che di per sè è sufficiente a far riflettere, oltre al modo in cui questa è maturata. 
Nonostante il tiro respinto da Nicolas con i piedi dopo soli quattro minuti, l'Hellas sembrava nella condizione di fare propria la partita, gestendo il possesso del pallone e cercando i varchi nella difesa ospite. Ma l'intensità messa in campo dagli uomini di Novellino, che hanno subito alzato i ritmi della gara, ha complicato la manovra gialloblu, spesso troppo imprecisa per dare buoni risultati. Anche la formazione di Pecchia allora ha aumentato l'intesità, andando ad aggredire subito gli avversari non appena perso il pallone, riuscendo spesso a recuperarlo e a creare da lì i pericoli. I padroni di casa però hanno risposto colpo su colpo e quando Romulo è uscito dal campo alla mezzora, il Verona è andato in grossa difficoltà pochi minuti dopo, con gli irpini che minuto dopo minuto hanno guadagnato campo. Il primo tempo si è comunque concluso a reti inviolate, con gli ospiti che hanno avuto le occasioni più limpide ma con un Avellino cresciuto alla distanza. 

La ripresa poi si è aperta con i gialloblu apparsi inizialmente rinnovati nello spirito e in grado di andare vicini al gol con Luppi. Subito dopo però è arrivata l'ingenua trattenuta in area di Caracciolo su Ardemagni, che ha mandato sul dischetto Paghera per il vantaggio irpino. Sulle ali dell'entusiamo per il gol, i padroni di casa hanno poi ripreso a spingere contro un avversario apparso più frastornato che rabbioso, trovando il raddoppio dopo dieci minuti con Verde e la complicità di Nicolas. Un uno-due devastante a cui Siligardi poteva replicare subito dopo, ma il suo sinistro dall'interno dell'area di rigore, e partito da ottima posizione dopo un dribbling, si è subito dimostrato facile preda per Radunovic.
Gli assalti scaligeri sono poi proseguiti nel corso dei minuti, tra poca lucidità ed errori vari, ma ad avere l'occasione più grande sono stati i padroni di casa, con Belloni e Ardemagni che non si sono capiti quando si sono trovati in due da soli davanti a Nicolas. 

È una sconfitta che brucia questa e che costa al club di via Belgio la testa della classifica in favore del Frosinone. Brucia perché l'impressione è stata che anche avendo in campo una vera prima punta (Pazzini o Ganz che sia), di palloni ne avrebbe visti pochi comunque. A fare la differenza è stato il maggior carattere messo in campo dall'Avellino e la sua solidità, contro un Hellas che non è riuscito a reagire alle due reti subite e che non ha saputo mantenere l'aggressività mostrata nella fase centrale della prima frazione. Tutti problemi che Pecchia deve risolvere al più presto o l'obiettivo della promozione diretta potrebbe anche sfuggire dalle mani. 

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