Hellas, una prova da dimenticare: al Del Duca decide il tap in di Cavion

Pessima prestazione dei gialloblu nelle Marche: contro l'Ascoli l'undici di Grosso non riesce mai a calciare in porta e nel finale viene castigato dall'attaccante, dopo il palo da fuori colpito da Ninkovic

Immagine di repertorio

Allo stadio Del Duca è arrivata la terza sconfitta stagionale per l'Hellas Verona, sconfitto per 1-0 dall'Ascoli al termine di una prestazione deludente, nella decima giornata di Serie B. 

Il match è iniziato subito su buoni ritmi per merito principalmente dei padroni di casa, intraprendenti e volenterosi, che dopo 8' hanno mandato al tiro Ninkovic, bloccato senza problemi da Silvestri. I gialloblu hanno provato a replicare nei primi minuti con veloci ripartenze, a cui però ha sempre fatto difetto il passaggio finale: un problema che ha afflitto la squadra di Grosso per tutto il resto dell'incontro. Ma di difficoltà gli uomini di Vivarini ne hanno causate molte altre alla compagine gialloblu, a partire da un'atteggiamento per nulla intimorito e da una pressione che non ha permesso un palleggio facile agli avversari. 
Lentezza e prevedibilità della manovra sono rimasti dunque enigmi irrisolti in casa scaligera, con l'Hellas che non è mai riuscito a portare un vero pericolo alla porta di Perucchini, venendo sempre respinto negli ultimi 30 metri, senza particolare affanno, dalla difesa avversaria. L'Ascoli dal canto suo ha messo più vivacità e velocità nelle proprie giocate, mancando però di quella lucidità necessaria per sfondare. Nel finale della prima frazione, dopo un contatto dubbio su Laribi lanciato direttamente da Silvestri, i padroni di casa hanno dato l'impressione di lasciare qualche spazio, ma Ragusa (il più brillante del tridente gialloblu) e soci non sono riusciti ad approfittare dei pertugi lasciati, complice un gioco a dir poco macchinoso. 

LA CRONACA E IL TABELLINO DEL MATCH

Dopo un primo tempo senza squilli, la ripresa è iniziata con i tiri dal limite di Frattesi e Rossetti, che hanno messo un po' di apprensione all'estremo difensore ospite. Chi si aspettava in questa fase un Hellas più convicente, ha dovuto invece arrendersi a guardare un Ascoli più determinato e concreto, che ha quasi sempre respinto le folate e i cross degli avversari, quando non è riuscito a fermarli sulla trequarti o prima. Con l'entrata sul terreno di gioco di Zaccagni, il centrocampo scaligero ha acquisito maggiore dinamicità, riuscendo a creare un'occasione con Laribi (al 66' tiro alle stelle da buona posizione) e con lo stesso centrocampista (anticipato di testa in area al 72'), mentre al 78' nessuno è riuscito a spingere in porta il cross rasoterra di Ragusa. Complice probabilmente la stanchezza, nel finale i bianconeri hann lasciato più spazio al Verona, che all'85' è stato però colpito a freddo da Cavion, arrivato per primo sulla sfera dopo il palo di Ninkovic. 
Nel finale gli sterili assalti dei gialloblu non hanno dato il minimo frutto e al fischio finale ad esultare sono stati i marchigiani. 

Probabilmente questa è stata la più brutta partita dell'Hellas Verona dall'inizio del campionato ad oggi: svogliato e con poche idee, l'undici di Grosso non è riuscito a calciare una sola volta in porta nell'arco dei novanta minuti. Un dato che dà un'esatta concezione della pericolosità dei gialloblu nella serata del Del Duca. Lenta e macchinosa, la manovra non riesce mai ad avere quel pizzico di imprevedibilità, anzi, in questa occasione ha quasi sempre vanificato ogni recupero palla e il conseguente contropiede (nonostante ci fossero le occasioni). I gialloblu continuano a necessitare di un tempo di gioco in più rispetto agli avversari, che hanno sempre la possibilità di trovare la posizione corretta e pressare adeguatamente il portatore di palla o intercettarne il passagio. L'intesa e i meccanismi sono visibilmente da oliare, ma preoccupa il fatto che alla decima giornata siano ancora a questo punto. 
Di Carmine nel frattempo continua a sembrare un corpo estraneo alla squadra: quasi mai innescato, l'attaccante fatica ad essere pericoloso, mentre in panchina scalpita Giampaolo Pazzini. Non può essere solo il Pazzo la medicina, ma questo continuare a tenerlo ai margini appare francamente senza spiegazione, vista soprattutto l'anemia del reparto d'attacco. 
Venerdì sera alle 21 l'Hellas sfiderà il suo passato: al Bentegodi infatti arriverà la Cremonese di Mandorlini. Queste situazioni non si guariscono completamente in pochi giorni, ma Grosso è chiamato a trovare il bandolo della matassa, prima che la promozione si allontani. 

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